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Ticino
Rimpatrio forzato, spunta un video
Rimpatrio forzato, spunta un video
Rimpatrio forzato, spunta un video
Redazione
8 anni fa
Le immagini registrate all'hotel di Viganello mostrano una nuova versione sulla mamma eritrea e i suoi due figli portati all'aeroporto di Zurigo

Emergono nuovi dettagli sul rimpatrio di una mamma eritrea e i suoi due figli di 4 e 8 anni, prelevati nella notte dell'11 e il 12 settembre dall'albergo La Santa a Viganello. Secondo un video della struttura alberghiera, in possesso del Caffé, l'operazione di rimpatrio si è svolta nella calma in Ticino. La donna aveva preparato i bagagli ed era pronta ad uscire con i figli all'arrivo di tre poliziotti in borghese. La famiglia è quindi salita sull'auto in direzione dell'aeroporto di Zurigo. Sempre secondo le immagini il tutto si è svolto senza drammi. 

Una nuova versione dunque rispetto a quanto denunciato da un gruppo di 7 cittadini attivi nel settore d'asilo, secondo cui "le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nella pensione e trasportato la donna e i bambini con la forza all’aeroporto di Zurigo" (vedi articolo suggerito). 

Secondo il Caffé è ipotizzabile che soltanto una volta giunti davanti all’aeroporto la donna ha capito quanto stava succedendo e si è ribellata, con i bambini che hanno iniziato a stare male. Vsito che la situazione non migliorava a bordo, l'equipaggio ha fatto scendere la famiglia per non tardare ulteriormente la partenza. La donna ha quindi chiamato il suo avvocato per capire cosa fare, metre i poliziotti le avrebbero detto di arrangiarsi a tornare in Ticino. Secondo il gruppo dei 7 cittadini un agente ha pure mostrato alla madre una foto di una persona con mani e gambe legate e occhi bendati che le ha detto "la prossima volta vi metteremo sull’aereo così".

Modalità che vengono deplorate dalle associazioni attive nel settore dei diritti Umani. Una petizione lanciata dall'associazione DaRe (Diritto a restare) ha raccolto già 1800 firme in due giorni a favore della famiglia e per bloccare questo tipo di sistema. Già negli scorsi giorni infatti è stato denunciato un episodio simile, con una mamma straniera e i suoi due bambini, di cui uno gravemente handicappato e sulla sedia a rotelle, che sono stati rimpatriati a Brindisi. 

Sui casi sono già scattate interpellanze da parte dell'MPS e del partito socialista all'indirizzo del Governo cantonale e federale per fare luce su questi "trattamenti disumani". 

Maggiori dettagli sul Caffé

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