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Rimpatrio forzato: "Ci hanno ascoltato, ma..."
Rimpatrio forzato: "Ci hanno ascoltato, ma..."
Rimpatrio forzato: "Ci hanno ascoltato, ma..."
Redazione
7 anni fa
L'ex docente di India parla dell'accoglienza della SEM a Berna, dove i compagni hanno consegnato 2'000 firme

Questa mattina quattro ex compagne e l’ex docente di classe di India, la 17enne originaria della regione dei Tigré sulla quale incombe il rimpatrio forzato, hanno incontrato a Koniz il portavoce della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), consegnando duemila firme contro il rimpatrio, raccolte in poco meno di due mesi dagli ex compagni di classe delle Medie di Morbio Inferiore. Una mobilitazione che ha colpito i funzionari della Confederazione, che però non hanno alimentato le speranze della delegazione di amiche della ragazza. 

"L'incontro è stata un'occasione importante per le ragazze, che hanno potuto parlare con persone che hanno dedicato loro del tempo" ha dichiarato l'ex docente di classe Dania Tropea ai microfoni di Radio3i. "I collaboratori hanno ascoltato con attenzione la storia di India e le iniziative intraprese della classe. Sono rimasti colpiti dal numero di firme raccolte in così poco tempo e che i compagni di classe sono venuti appositamente a Berna. Hanno riconosciuto il loro impegno ed espresso stima nei loro confronti. Entrare nel merito della questione però non era possibile, anche perché non dipende tutto da loro, ma anche dal giudice del Tribunale". 

La speranza per India e per la sua famiglia è infatti riposta nel ricorso che l’avvocato Immacolata Iglio Rezzonico presenterà al Tribunale amministrativo federale. La legale della 17enne contesta la decisione della SEM, che ha respinto il ricorso contro l’espulsione della ragazza, del fratello 20enne e della madre, che da 8 anni vivono in Ticino con lo statuto di Sans papier. Etiopia ed Eritrea, ricordiamo, non riconoscono la cittadinanza alla madre, ma secondo la SEM, la donna è originaria dell’Etiopia, paese con cui Berna ha siglato un accordo per facilitare il rimpatrio. Una tesi contestata dall’avvocato, secondo cui alla famiglia dovrebbe essere riconosciuto lo statuto di apolide, che consente di beneficiare del permesso di dimora.

"Abbiamo ribadito ai collaboratori a Berna che India non ha più nessuno in Etiopia" ha sottolineato ancora l'ex docente Tropea ai microfoni di Radio 3i. "Se davvero la situazione famigliare è cambiata, forse c'era materiale per un riesame della domanda, hanno ribadito i funzionari di Berna. Staremo a vedere. Da una parte sono contenta dell'incontro odierno perché siamo stati accolti con estrema gentilezza. Dall'altro è stato difficile capire cosa sono disposti a fare nel concreto. Il dicorso è rimasto molto sul vago". 

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