
Il Procuratore Generale John Noseda il caso “Rimborsopoli” lo aveva chiuso il 14 febbraio scorso firmando un decreto d’abbandono. Il motivo? Stando agli accertamenti effettuati e al materiale trasmessogli emergeva un’assenza di dolo da parte dei presunti responsabili, Consiglieri di Stato ed ex Cancelliere, accusati di aver percepito per anni rimborsi e benefit senza una corretta base legale. Lo stesso Gran Consiglio mercoledì scorso aveva poi deciso di non impugnare il decreto.
Le cose però sono cambiate a ridosso del weekend. Giovedì Noseda riceve alcune informazioni aggiuntive. Si tratta di precisazioni importanti, che pare abbiano mandato il Pg su tutte le furie. Precisazioni secondo cui il Controllo Cantonale delle Finanze avrebbe segnalato più volte – nel corso degli anni – all’intero Governo, nonché all’ex Cancelliere Giampiero Gianella, che la prassi dei rimborsi fino ad allora adottata andava regolarizzata. Un’informazione che ha spinto Noseda a riaprire immediatamente l’incarto.
E proprio sul fronte giudiziario oggi è emersa una novità importante. I Consiglieri di Stato sarebbero infatti stati chiamati a rapporto dallo stesso Procuratore Generale, che nelle prossime ore interrogherà i membri dell’Esecutivo per chiarire i contorni della vicenda e per decidere se promuovere o meno un’accusa. L’ipotesi in questo caso è quella di abuso autorità.
L’obiettivo di Noseda è capire perché abbiano continuato a percepire rimborsi senza una base legale e soprattutto perché non abbiano informato l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, malgrado le segnalazioni del Controllo Cantonale delle Finanze. Il motivo della negligenza, finora addotto, sembra infatti traballare.
Intanto però la vicenda si evolverà anche dal profilo politico. Come deciso dal Gran Consiglio il dossier domani arriverà infatti sul tavolo della sottocommissione finanze della Gestione incaricata fare chiarezza.
I tempi però sono strettissimi visto che il Legislativo ha fissato al 12 marzo il termine per la consegna del rapporto.
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