Cerca e trova immobili
Ticino
Rimborsopoli, Gianella finisce nella bufera
Rimborsopoli, Gianella finisce nella bufera
Rimborsopoli, Gianella finisce nella bufera
Redazione
8 anni fa
La Gestione scrive a Governo e Magistratura per fare chiarezza sui 6'000 franchi annui percepiti dall’ex Cancelliere

Una nuova grana è piovuta su Palazzo delle Orsoline. La questione riguarda ancora rimborsopoli. La Commisione della Gestione, riunitasi ieri, ha scritto al Governo e al Ministero Pubblico per fare chiarezza sull'errore segnalato da Matteo Pronzini nei rapporti commissionali. La gabola riguarda i mille franchi annui percepiti più del dovuto dal 1999 al 2011 dall'ex cancelliere Giampiero Gianella.

Ma andiamo con ordine. Era il 17 maggio 1999. Il Consiglio di Stato dell’epoca aveva deciso di attribuire all'allora Cancelliere 5'000 franchi all’anno a titolo di rimborsi spesi. Una decisione controfirmata dallo stesso Cancelliere. Tre giorni dopo però, il 20 maggio, sempre il Cancelliere aveva scritto al Capo Ufficio degli stipendi, informandolo che il Governo aveva deciso di attribuirgli 6'000 franchi. Mille franchi in più, scritto nero su bianco. Per anni, a quanto pare, nessuno si era accorto dell’incongruenza. Fino al 2005 quando il Controllo cantonale delle finanze (CCF) aveva notato la discrepanza e lo aveva fatto presente al Governo. Un paio di mesi dopo il Cancelliere aveva risposto che la cosa sarebbe stata presto regolarizzata. Tutto documentato da un rapporto ufficiale. “Presto” è un concetto relativo, è vero, ma per sei anni la faccenda era finita nel dimenticatoio. Ad aprile 2011 infine il Consiglio di Stato aveva effettivamente sanato la situazione. Intanto però a Giampiero Gianella erano arrivati 12 mila franchi pubblici a cui non aveva diritto.

Perché tutta la faccenda è riesplosa soltanto 7 anni dopo? Perché la famosa lettera che Giampiero Gianella aveva scritto nel 1999 al Capo ufficio degli stipendi è stata ritrovata dal Controllo cantonale delle finanze soltanto ultimamente. Lui non ne aveva mai parlato. Lo stesso CCF ad ottobre aveva informato Norman Gobbi e la Sottocommissione finanze che si stava occupando dell’affaire rimborsi. Ma il bubbone è esploso soltanto oggi. Il là lo ha dato, come detto, Matteo Pronzini, e la faccenda è definitivamente venuta a galla. E dire che alla Sottocommissione finanze, che da mesi lavorava sul dossier, erano arrivati documenti errati.

Contattato dai colleghi di TeleTicino Giampiero Gianella ha dichiarato che se un chiarimento sarà necessario, verrà dato nelle sedi opportune. E anche questa volta le domande senza risposta si sprecano. Un errore in buona fede? Come è possibile che l’Ufficio stipendi prima di pagare non abbia richiesto i documenti ufficiali? Perché nel 2005 il Consiglio di Stato non aveva sanato la situazione? Perché Gianella non ha mai parlato di quella lettera? Tra i molti interrogativi, una sola certezza. A palazzo delle orsoline è di nuovo bagarre.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata