
Ogni persona residente in Canton Ticino ha diritto al rimborso delle cure dentarie di base. Questo è un principio costituzionale necessario secondo Franco Cavalli, primo firmatario di un’iniziativa popolare depositata ormai 11 anni fa da un fronte progressista. Il testo propone un’assicurazione obbligatoria per garantire la copertura di tali spese. «È importante capire che il finanziamento non è come quello della Lamal, ma dell’AVS», afferma Cavalli. Ciò significa che «ci sarà un’aliquota per i datori di lavoro e i lavoratori, ma sarà proporzionale al reddito».
Un sistema iniquo
Il problema – prosegue Cavalli – «è che oggi sempre di più le cure dentarie se le può permettere solo chi ha soldi». Anche se è scientificamente provato il legame tra salute orale e salute generale, in Svizzera il 5% della popolazione rinuncia completamente alle cure dentarie per motivi economici. «E in Ticino la percentuale è anche più alta, perché già nel 2022 avevamo il 5,8% di rinuncia completa», dichiara Nancy Lunghi, esponente del Partito Socialista. Si ipotizza, inoltre, che siano molte le persone che rimandano le cure o vanno all’estero alla ricerca di prestazioni più economiche. Secondo la società odontoiatri ticinese, però, le prestazioni più costose rimarrebbero a carico del cittadino, poiché non rientrano nelle cure di base. Queste ultime includono «tutte le cure tranne quelle estetiche» – ribatte Lunghi, dentista di professione. «Non abbiamo definito un catalogo di prestazioni, ma l’auspicio è che le associazioni di categoria siano abbastanza forti per avere un catalogo adeguato alla medicina dentaria moderna».
Le famiglie monoparentali e il ceto medio
Tra coloro che più rinunciano ad andare dal dentista ci sono le famiglie monoparentali, fa notare la presidente dell’associazione che le rappresenta, Sandra Killer. «Questo accade perché se i soldi non ci sono si rimanda finché non diventa urgente. Ciò significa che la situazione peggiora e i costi aumentano». Dell’iniziativa ne beneficerebbero il ceto medio e i cosiddetti «working poor», argomenta Nicole Rossi, in Ticino segretaria politica dell’Unione sindacale svizzera. Sebbene vengano chiamati alla cassa anche i lavoratori –oltre che il padronato e il Cantone – per loro non si tradurrà in un aggravio. «Adesso i costi della salute dentale sono totalmente a carico dei lavoratori e delle lavoratrici». Quindi, secondo Rossi, nella maggior parte dei casi si avrebbe un alleggerimento dei costi.

