
È stata presentata oggi un'iniziativa parlamentare interpartitica concernente il rimborso delle prestazioni assistenziali. Nel dettaglio, i firmatari Amanda Rückert, Sabrina Aldi, Giovanna Viscardi, Andrea Giudici, Natalia Ferrara Micocci, Fiorenzo Dadò, Sabrina Gendotti, Gianrico Corti e Lara Filippini chiedono che venga prolungata la prescrizione nel diritto di chiedere il rimborso di tali prestazioni da parte dell'autorità cantonale.
"L’assistenza sociale è un caposaldo del nostro Paese, un pilastro fondamentale che permette alle persone cadute in disgrazia di beneficiare per un certo periodo di aiuti statali, a favore loro e delle loro famiglie", si legge nel testo dell'interrogazione. "Lo scopo ultimo dell’assistenza sociale deve però essere quello di eliminare le cause di disagio e di favorire l’inserimento sociale e professionale dei beneficiari della stesso. In caso di ritorno a miglior fortuna, nasce l’obbligo di rimborsare lo Stato degli aiuti corrisposti."
Per l’esercizio del diritto di rimborso e di regresso da parte dei competenti servizi, la legge prevede un termine di prescrizione relativa, che decorre in un anno dal giorno in cui l’autorità cantonale ha avuto conoscenza dei propri diritti, e un termine di prescrizione assoluta, che decorre in 5 anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta.
"Ben consapevoli che purtroppo il numero delle persone in assistenza è in crescita e che molte persone non riescono più a risollevarsi dallo stato di indigenza che le costringe a ricorrere all’assistenza sociale, con occhio attento a promuovere misure di reinserimento sociale di queste persone, occorre comunque evidenziare che l’obbligo di rimborso non deve essere considerato un semplice optional" sostengono i firmatari, sottolineando come l'obbligo di rimborsare le prestazioni assistenziali corrisposte nasce se la persona ritorna a miglior fortuna, in caso di acquisizione di sostanza rilevante, eredità o altro.
L’elemento che permette di stabilire se una persona è ritornata a miglior fortuna è in primis la dichiarazione fiscale. "Spesso però purtroppo anche dopo 5 anni non è ancora disponibile una dichiarazione fiscale cresciuta in giudicato, in grado di fungere da base di riferimento per un eventuale rimborso. I ritardi nelle procedure fiscali sono un fatto noto. Il rischio è quello che nel frattempo perima il diritto dello Stato di poter chiedere il rimborso di eventuali prestazioni assistenziali".
Per questa ragione, i firmatari ritengono opportuna una modifica legislativa volta a portare a scadenza decennale il termine di prescrizione assoluta.
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