
Le annose discussioni sui rimborsi spese dei consiglieri di Stato tornano a far discutere, tanto che nelle scorse settimane, come riportato dal Corriere del Ticino, il Governo ha rilanciato la palla all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio (UP), dopo che quest'ultimo, a metà giugno, aveva bocciato la proposta con la quale l'Esecutivo intendeva correggere il tiro, dopo le lacune formali emerse lo scorso inverno.
Ricordiamo che il Consiglio di Stato chiedeva di portare il forfait per la copertura delle spese di natura personale da 15'000 a 18'000 franchi annui, includendovi i costi per l'uso del telefonino (300 franchi mensili) sin qui regolati separatamente.
La soluzione non aveva però fatto breccia, tanto che l'UP aveva invitato il Governo a mantenere l'importo forfetario a 15'000 franchi comprensivo delle spese di telefonia. Quella avanzata ora, è invece definita dall'Esecutivo "una soluzione di compromesso" che prevede un forfait di 16'500 franchi, spese del telefono incluse. E a proposito di queste ultime, nella propria lettera all'UP, il Governo fa sapere che "coerentemente, a partire dal mese di luglio, l'importo mensile provvisorio versato ai consiglieri di Stato per le spese telefoniche (che include il costo dell'abbonamento e quello dell'apparecchio) è fissato a 125 franchi".
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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