
La seduta straordinaria di Gran Consiglio di domani rischia di trasformarsi in una sorta di grande "pasticcio". Secondo il vicepresidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Padlina, il decreto del pg Pagani non potrebbe essere impugnato dai deputati. Un parere giuridico condiviso, stando a fonti di TeleTicino, anche dalla stessa Magistratura.
Secondo Padlina, l’articolo 382 del Codice Penale è molto chiaro. Per poter impugnare un decreto di non luogo a procedere è necessario che il ricorrente sia ufficialmente parte in causa della procedura; in gergo tecnico: 'accusatore privato'.
Non solo. Essenziale, in caso di ricorsi, è il rispetto delle tempistiche: la richiesta per diventare accusatore privato va fatta al più tardi entro la conclusione della procedura preliminare.Di qui l’amara conclusione: la seduta straordinaria di Gran Consiglio di domani sul caso rimborsi rischia di trasformarsi in una sorta di grande 'pasticcio'. Ecco perché.
Ancora Padlina: "La legge riserva la facoltà di impugnare un decreto di non luogo a procedere solo a quei soggetti che hanno preso parte alla procedura. Lo Stato, qui rappresentato dal Gran Consiglio, non ha preso parte alla procedura e dunque di principio, secondo quanto stabilito dalla legge, non avrebbe la facoltà di impugnare il decreto di non luogo a procedere".
Insomma, il Gran Consiglio doveva muoversi per tempo, prima cioè che il procuratore Pagani chiudesse l’inchiesta. Il rischio ora è che un eventuale ricorso venga in ogni caso dichiarato irricevibile: il che renderebbe di fatto inutile, oltreché dispendiosa, la seduta di domani.Questo è quanto dice la legge. La giurisprudenza però ammette la possibilità, per il danneggiato, di presentare reclamo anche dopo la chiusura dell’inchiesta, ma solo in casi eccezionali.
Il vicepresidente dell'ordine degli avvocati spiega: "La giurisprudenza ha ammesso la possibilità di fare reclamo anche per il danneggiato che non ha avuto la possibilità di costituirsi quale accusatore privato in precedenza. Si tratta però di un'eccezione che dovrebbe essere riservata al laico e a chi non era informato di quello che stava per succedere".
E il Gran Consiglio era ben informato di quanto stesse succedendo, come conferma Padlina: "Negarlo mi sembra difficile visto che di questo procedimento penale i media hanno dato notizia".
Un parere, stando alle informazioni raccolte da TeleTicino, condiviso anche dalla Magistratura: di qui la decisione del Procuratore Pagani di emanare il decreto senza attendere la successiva seduta parlamentare.
A pensarla diversamente è invece proprio l’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio secondo il quale, come confermato a TeleTicino, non sussisterebbe alcun problema d’ordine giuridico. Domani la seduta straordinaria si farà e il Parlamento potrà scegliere se impugnare la decisione.
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