
Quella di oggi in Gran Consiglio si prospetta una seduta infocata in quanto il plenum dovrà chinarsi sulla questione rimborsi (vedi articoli suggeriti). Come noto, lo scorso 9 marzo il pg John Noseda aveva emesso un secondo decreto di abbandono rilevando che, “se dal profilo oggettivo le procedure di esame adottate da entrambi i poteri appaiono istituzionalmente molto problematiche, dal profilo soggettivo si deve comunque escludere l’intenzione (anche solo eventuale) di agire scorrettamente e di perseguire uno scopo di indebito profitto avvalorata dalle modalità giuridicamente carenti e superficiali (ovvero giuridicamente negligenti) che hanno contraddistinto la gestione dell’intera vicenda nel corso degli anni da parte delle Autorità preposte”. Anche i questo caso, rileva l’ufficio presidenziale nel suo Rapporto di ieri, spetta al plenum decidere su un eventuale ricorso, preferibilmente “a scrutinio segreto”.
L’Ufficio presidenziale, si legge nel documento, “non ha motivo di dubitare che il decreto di abbandono qui in discussione sia fondato su un accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti, e in particolar modo dei nuovi elementi emersi che hanno condotto alla riapertura del procedimento. Può anche condividere le conclusioni del Procuratore generale circa l’assenza di dolo, anche eventuale, da parte degli interessati”. Per questo motivo propone al Gran Consiglio di non impugnare il suddetto decreto di abbandono.
L’UP non risparmia tuttavia una replica piccata alle conclusioni del pg circa la “supposta carente ed incompleta evasione di ordini dell’autorità penale indirizzati ad autorità legislative, esecutive e amministrative ed avente per oggetto l’acquisizione di tutta la documentazione inerente rimborsi spese e diritti di carica dei Consiglieri di Stato e del Cancelliere”. In occasione del primo procedimento il Procuratore generale non aveva indirizzato alcuna richiesta di documentazione al Gran Consiglio, né ai suoi organi e servizi”. In seguito, con l’apertura del secondo procedimento, “i Servizi del Gran Consiglio hanno messo celermente a disposizione del Ministero pubblico la documentazione in possesso del Gran Consiglio, dei suoi organi e dei suoi Servizi”. L’Ufficio presidenziale non ravvisa quindi alcuna mancanza di collaborazione, almeno per quanto concerne il Gran Consiglio, i suoi organi e i suoi Servizi.
“Va peraltro ribadito che la rinuncia all’impugnazione del decreto di abbandono non pregiudica in alcun modo l’esercizio dell’alta vigilanza sul Consiglio di Stato in relazione agli aspetti amministrativi della vicenda né eventuali conseguenze civili o amministrative derivanti dalla stessa”, conclude il rapporto dell’UP.
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