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Ticino
Rimborsi, il dado è tratto
Rimborsi, il dado è tratto
Rimborsi, il dado è tratto
Redazione
8 anni fa
La maggioranza della commissione della Gestione ha deciso: "Il Governo deve restituire quanto ricevuto a partire dal mese di luglio di quest’anno"

Qualcuno dirà che sta finendo a tarallucci e vino. Stiamo parlando dei rimborsi illegali per le spese telefoniche percepiti dai consiglieri di Stato. Dopo mesi di lavoro e tira e molla, la maggioranza della commissione della Gestione ha deciso: il Governo deve restituire quanto ricevuto a partire dal mese di luglio di quest’anno. E dire che tra le possibilità sul tavolo c’era una vasta gamma di opzioni: si andava dal chiedere la restituzione del denaro ricevuto dall’esecutivo a partire dal novembre 2011, fino a quella prescelta. A spanna ed in totale, stiamo parlando di neppure 3 mila franchi.

A Palazzo delle Orsoline insomma, mentre questa travagliata legislatura volge alle battute finali, la voglia è quella di archiviare questa vicenda e girare pagina una volta per tutte.

A conti fatti valeva la pena tutto questo lavoro per una richiesta così esigua? Domanda alla quale risponde ai microfoni di TeleTicino il relatore di maggioranza Fabio Bacchetta Cattori: "Valeva la pena fare chiarezza, e la chiarezza è stata fatta: l'unico dato certo in questa vicenda è la decisione dell'ufficio presidenziale del Gran Consiglio del giugno 2018. Questo è l'unico dato certo. Tutti gli altri dati sono discutibili, dal punto giuridico possono essere effettivamente messi in discussione, davanti a un tribunale se del caso. Se si decide di andare in tribunale allora verranno riproposti, se si decide - come è il caso della maggioranza - di non andare bisogna optare per l'opzione certa e sicura che il Gran Consiglio può decidere".

Ma allora perché non andare in causa? "Perché il rischio di causa è alto, perché vi sono delle questioni, interrogativi aperti dal punto di vista giuridico. La base legale è incerta. Di fronte a una situazione del genere noi riteniamo che i presupposti non sono dati per portare un Consiglio di Stato davanti la Magistratura", risponde Fabio Bacchetta Cattori.

Fin qui la maggioranza: poi c’è una minoranza composta da partito socialista e Fiorenzò Dadò. Loro hanno optato per una strada ben più severa, come conferma Henrick Bang, relatore di minoranza: "Noi non andremo per via legale, infatti invitiamo a non andare in causa, ma visto che c'è un aspetto di indebito/arricchimento chiediamo al Consiglio di Stato di valutare la restituzione dei rimborsi telefonici degli ultimi 5 anni e della doppia mensilità ricevuta senza aver esercitato per gli ultimi 10 anni. È un po' un discorso di trattamento equo con i cittadini".

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