
Nei confronti dell’ex cancelliere Giampiero Gianella non ci sarà nessuna indagine per abuso di autorità. Dal punto di vista penale, l’affaire rimborsi si è infatti conclusa con un non luogo a procedere (vedi articolo suggerito).
I dubbi, segnalati settimana scorsa dalla Gestione, a sua volta allertata dal deputato Matteo Pronzini, riguardavano il rimborso forfettario di 6mila franchi che Gianella percepì dal 1999 al 2011. 1000 franchi in più dei 5000 stabiliti dal Governo di allora in una nota a protocollo datata 17 maggio. E che Gianella si fece poi versare scrivendo all’Ufficio degli stipendi tre giorni dopo.
Cosa ha portato dunque alla decisione del Procuratore generale Andrea Pagani? Una nota a promemoria in particolare redatta pochi giorni dopo proprio da Gianella, ma spuntata fuori solo di recente. Con la quale, il 26 maggio, il Consiglio di Stato adeguava il forfait. Tutto a posto? Sni.
"Ci sono ancora molti punti da chiarire, anche se prendiamo atto di questo non luogo a procedere" ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino il presidente della Commissione della Gestione Raffaele De Rosa. "Non è chiaro come mai ci sono volute 30 segnalazioni del Controllo cantonale delle finanze in merito ad una serie di discrepanze in merito ai rimborsi spese".
Insomma, preso atto che penalmente non vi è stato, citiamo, “indebito profitto”, per la Gestione, che ancora ieri ha scritto all’Esecutivo, dal punto di vista amministrativo la vicenda non è conclusa.
"Abbiamo scritto all'Esecutivo per richiedere dei chiarimenti, ci sono documenti che non sono datati. Ci sono dettagli che ancora sfuggono e vorremmo fare chiarezza per far stare tutti più tranquilli".
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