Cerca e trova immobili
Ticino
Rimborsi: "Errori commessi in buona fede"
Rimborsi: "Errori commessi in buona fede"
Rimborsi: "Errori commessi in buona fede"
Redazione
8 anni fa
Dal confronto tra Sottocommissione finanze, Consiglio di Stato ed ex cancelliere sono emersi "errori amministrativi"

Tanti errori amministrativi. Ma tutti commessi in buona fede. Questa in sintesi la conclusione del faccia a faccia sui contestati rimborsi governativi, avvenuto oggi tra Sottocommissione finanze da un lato; Consiglio di Stato ed ex cancelliere dall’altro. Una riunione durata oltre 3 ore che ha sì individuato vari nodi giuridici da risolvere. Come i 300 franchi mensili di rimborso telefonico, al momento privi di base legale; o le due mensilità extra percepite a fine mandato dal Governo e dall’ex cancelliere Giampiero Gianella. Irregolarità da risolvere al più presto, certo. Ma che insomma sarebbero più il frutto di un'incomprensione amministrativa e non di un atto intenzionale.

"Si era convinti da una parte di essere nella legalità, dall’altro di esserlo se si fosse agito in un certo modo. Sicuramente da parte di tutti c’è stata e c’è buona fede. L’obiettivo è rispettare la legge e arrivare ad un’interpretazione unica che vada bene al Consiglio di Stato, al Gran Consiglio e al Controllo Cantonale delle Finanze", ha dichiarato a TeleTicino il coordinatore della Sottocommissione Fabio Bacchetta Cattori.

Un punto ribadito dallo stesso Governo che attende serenamente l'esito dell’inchiesta penale. "La questione della buona fede è già stata riconosciuta dal Procuratore generale nel primo decreto d’abbandono, attendiamo la nuova decisione - ha spiegato il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli - Personalmente è quello che mi ha dato più fastidio: essere accusati, seppur con una denuncia contro ignoti, di aver sottratto dei soldi non è simpatico per nessuno e non lo è soprattutto quando si copre una funzione in un’istituzione che deve essere rispettata".

L’ultima parola su un eventuale risarcimento dei rimborsi privi di base legale spetterà però al Gran Consiglio che martedì sarà informato nei dettagli dalla Sottocommissione. “Non ho nulla da rimproverarmi” ha invece dichiarato a fine incontro l'ex cancelliere Gianella. Di errori come detto però ne sono stati commessi parecchi. E il Governo, come già annunciato, è al lavoro per rimediarvi.

"In futuro ci sarà una soluzione del Governo proposta all’Ufficio presidenziale che riguarda solo le spese coperte dai rimborsi come prevede la legge. Le altre questioni saranno in un’altra decisione approvata dal CCF, dalle contribuzioni e dalle assicurazioni sociali e poi abbiamo suggerito al Parlamento una modifica di legge sulla durata del mandato del CdS che oggi non è stabilita", ha spiegato Bertoli.

Quanto alle indennità del cancelliere queste figureranno in futuro nel regolamento dei funzionari. Caso chiuso? Non proprio. "Gianella ci ha dato la sua versione, il CdS la sua, sugli aspetti puntuali ci esprimeremo martedì", ha concluso Bacchetta Cattori.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45 - Nell'edizione cartacea del Corriere del Ticino di domani l'intervista al Cancelliere

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata