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Ticino
Rimborsi di troppo anche per i granconsiglieri
Rimborsi di troppo anche per i granconsiglieri
Rimborsi di troppo anche per i granconsiglieri
Redazione
8 anni fa
Dal 2017 ai 90 deputati sono stati versati 70 invece di 60 centesimi al chilometro quale indennità di trasferta

Caso curioso a Palazzo delle Orsoline. Come racconta il Corriere del Ticino, lunedì l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio è stato informato di un piccolo pasticcio commesso dalla segreteria del Parlamento. Ma di cosa si tratta? Nel dettaglio dal 2017 a oggi ai 90 parlamentari è stata versata un'indennità eccessiva per le spese di trasferta. L'articolo 164 della legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato prevede in effetti che «ogni deputato ha diritto al rimborso delle spese di trasferta per la partecipazione alle sedute, nonché per l'assolvimento, su incarico dell'Ufficio presidenziale o di una Commissione, di compiti strettamente connessi all'attività parlamentare».

E ancora: «L'indennità di viaggio per gli spostamenti nel Cantone corrisponde a quella riconosciuta dalla legislazione fiscale per gli spostamenti in auto; essa si riferisce al tragitto dal luogo di dimora al luogo di destinazione, e ritorno». A sfuggire alla segreteria del Gran Consiglio è però stata la modifica della legge tributaria introdotta a inizio 2017 e conseguente alla manovra di rientro finanziario elaborata dall'Esecutivo e approvata dal Parlamento nel 2016. Un intervento che per quanto concerne le deduzioni per le spese di trasporto ha comportato l'introduzione di un importo forfettario unico di 60 centesimi al chilometro.

Per tutto lo scorso anno e durante il primo quadrimestre del 2018 i granconsiglieri hanno al contrario beneficiato del forfait di 70 centesimi al chilometro (fino a 15.000 chilometri) previsto dalla legislazione precedente. «Chiediamo venia per l'inconveniente» ha dunque scritto il segretario del Gran Consiglio Gionata Buzzini ai 90 parlamentari, ai quali verrà ora trattenuto quanto versato sin qui in eccesso.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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