
A Daro continuano le indagini. Dopo oltre due mesi dal cruento omicidio di Arno Garatti, ancora non si hanno prove certe. La polizia Scientifica - come scrive laRegione Ticino - ha dunque effettuato nuovi rilievi nella giornata di ieri, cui hanno assistito la procuratrice pubblica Marisa Alfier e la sostituta magistrata dei minori Fabiola Gnesa, titolare delle indagini.Ieri sera sono state dunque ricreate le condizioni notturne d'inizio luglio e gli agenti hanno utilizzato specifici strumenti e apparecchiature nella speranza di scoprire nuovi rilievi; nessuna nuova pista però. Continuano le investigazioni e nel frattempo il figliastro della vittima - che da poco ha ritrattato, dopo nove settimane di arresto durante le quali aveva ammesso e poi ribadito la sua colpevolezza - continua a dichiararsi innocente.Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato la proroga della detenzione preventiva in carcere, decisione che il diritto minorile prevede a breve scadenza. È un susseguirsi di interrogatori, ma il ragazzo evita di fare dichiarazioni avvalendosi della facoltà di non rispondere.In carcere rimangono la madre, un amico di lei e due presunti correi che, si pensa, abbiano preso parte al delitto.AF
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