
Gli accertamenti svolti dall'Ufficio federale della migrazione nel valutare le istanze di rilascio dei permessi di soggiorno sono sufficientemente approfonditi? È quanto chiedeva in sostanza il deputato Matteo Quadranti in un'interrogazione inoltrata lo scorso 3 aprile al Consiglio di Stato, in particolare dopo che era emerso che nei confronti di Raffaele Sollecito era stato rilasciato un permesso B.
Ebbene il Governo ha risposto negli scorsi giorni, sottolineando gli ultimi aggiornamenti in materia di rilascio dei permessi.
In base alle normative applicabili in materia di stranieri, si legge nella risposta governativa, gli Uffici della migrazione possono ottenere le pertinenti informazioni nell'ambito dell'assistenza informativa unicamente dalle autorità federali, cantonali e comunali, oppure direttamente dalla persona interessata. Pertanto non esiste una base legale che permetta all'Ufficio della migrazione di ottenere un allacciamento a una banca dati a cui fanno riferimento le banche Svizzere in esecuzione dei loro obblighi previsti dalla legislazione federale antiriciclaggio, come richiesto nell'interrogazione.
Nonostante ciò la Sezione della popolazione ha valutato negli scorsi mesi la possibilità di un allacciamento ad una delle banche dati. A tal fine sono stati svolti incontri con i responsabili di Banca dello Stato e i rappresentanti delle società private che gestiscono queste banche dati, in seguito alle quali è emerso che le società in questione raccolgono le proprie informazioni da fonti pubbliche quali i media oppure registri di commercio cantonali. Fonti tuttavia che non possono soddisfare le esigenze di veridicità, completezza e attendibilità delle fonti a cui l'Ufficio della migrazione deve fare capo.
Sottolineando il fatto che anche gli altri Uffici cantonali della migrazione non fanno capo a un allacciamento ad una delle banche dati, si è comunque deciso, su richiesta del Dipartimento delle Istituzioni e dopo attenta valutazione, di introdurre l'obbligo per i funzionari che istruiscono le pratiche relative ai permessi di approfondire il coinvolgimento in fatti di rilevanza penale da parte dei richiedenti il permesso. Questo attraverso ricerche puntuali in siti Internet.
Inoltre dal 1. ottobre scorso, fa notare ancora il Governo, l'Ufficio della migrazione è stato riorganizzato con un nuovo Settore giuridico, il cui obiettivo è di "evadere più celermente e più dettagliamente le segnalazioni provenienti da altri Uffici dell'Amministrazione cantonale, dalla Polizia, dagli Enti locali, da terze persone e prendere provvedimenti del caso.
Dall'inizio della sua attività ad oggi tale Settore ha esaminato circa 210 pratiche, che in 23 casi hanno portato alla revoca del permesso di soggiorno, mentre per altri 10 casi si è proceduto a non rinnovare oppure non rilasciare un permesso.
Infine alla domanda sul perché il Dipartimento delle Istituzioni non richieda una banale autodichiarazione che esclude procedimenti pendenti, il Governo risponde che i mezzi a disposizione dell'Autorità per accertarsi di eventuali condanne o procedimenti penali in corso sono limitati dalle normative sancite dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone.
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