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Rilancio di Lugano Airport, Zanoni: "Ginevra non è il Santo Graal"
Rilancio di Lugano Airport, Zanoni: "Ginevra non è il Santo Graal"
Rilancio di Lugano Airport, Zanoni: "Ginevra non è il Santo Graal"
Redazione
7 anni fa
Il messaggio per riportare lo scalo nelle cifre nere verrà presentato oggi. Per Diego Zanoni non è la via giusta: "Progetto orribile, ho pronta una cordata"

Mancano poche ore alla presentazione del messaggio del Municipio di Lugano per il rilancio dell'aeroporto di Agno. Rilancio che, stando alle anticipazioni della RSI, dovrebbe avvenire in tre fasi con l'obiettivo di raggiungere le cifre nere a partire dal 2031, con utili annuali medi di 2,2 milioni.

Si parla di una maggior partecipazione del Cantone (che ieri ha confermato l’aumento di capitale azionario dal 12,5 al 40%), di un credito iniziale da 8 milioni necessario a coprire le perdite e favorire il rilancio, così come dell’intenzione di far gestire a Lugano Airport stessa il volo su Ginevra, appoggiandosi operativamente alla Zimex, una compagnia svizzera che noleggia aerei e personale di volo. Il Messaggio, basato su un rapporto commissionato all’Università di San Gallo, prevede anche successivi interventi infrastrutturali come la realizzazione dei nuovi hangar, l’allungamento della pista e il rifacimento del terminal. Per un investimento complessivo di circa 50 milioni di franchi.

I contenuti, come detto, verranno svelati tra poche ore ma le prime voci critiche non sono mancate. Tra i più scettici troviamo senza dubbio Diego Zanoni, presidente della General Avia, ex pilota e già candidato alla direzione dello scalo luganese. "È un progetto orribile", afferma sicuro a Ticinonews. "Ginevra non è il Santo Graal e non ci si dovrebbe limitare a ripristinare questo collegamento. Lugano deve guardare oltre". Ovvero al collegamento con altre destinazioni europee come Barcellona, Londra e Roma, tutte raggiungibili in due ore, "senza limitarsi al Lugano-Ginevra e non certo utilizzando un monomotore ad elica (il Pilatus PC-12, ndr), che potrebbe consentire unicamente dei voli executive.

"Lugano deve guardare oltre, deve guardare solo l'interesse e la esigenza di tutti gli abitanti non di pochi - prosegue il presidente di General Avia - Riguardo alle tempistiche previste per rientrare nelle cifre nere, dico solo che aziende come Google oppure Amazon riescono a fare pianificazioni massimo a 5 anni. Un business Plan a 15 anni è patetico oltre che assolutamente inattendibile".

Per Zanoni - che, lo ricordiamo, è delegato a recuperare i crediti lasciati da Darwin in Alitalia - il dossier luganese è quasi una questione di cuore. "Ci tengo molto e già lo scorso anno avevo chiesto un incontro con il Comune e il Cantone, ma nisba. Ho pronta una cordata intenzionata a costituire in 6 mesi una compagnia aerea ticinese e a riassumere parte degli ex impiegati di Darwin, ma ad oggi non ho avuto risposta". Sui nomi di chi ne farebbe parte, però, Zanoni mantiene il più assoluto riserbo.

Ed è proprio la costituzione di una compagnia ticinese una delle basi per il rilancio dello scalo ipotizzate da Zanoni. "In Svizzera, esclusa la Swiss, non esistono più aerolinee per operare servizi regolari di trasporto passeggeri. E la stessa Swiss potrebbe presto stancarsi di voler operare su una tratta, la Lugano-Zurigo, che vanta moltissime cancellazioni, quindi un danno di immagine non indifferente". Da qui la decisione di prendere carta e penna per scrivere una lettera al presidente del Governo Christian Vitta in cui ribadisce che lo slogan per lo scalo dovrebbe essere "Da Lugano a ovunque". A suo dire, ora come ora vi sarebbe un esborso di soldi pubblici a pioggia "senza nessun riscontro plausibile da anni".

"In Svizzera in cui non esistono aerolinee regionali capaci di collegare territorialmente ogni città della Confederazione e Swiss sarebbe ben felice di supportare lungimiranti idee e collaborazioni. Invece nulla, spendete milioni per nulla accroccando idee e velivoli per ottemperare ad un servizio che sarà fallimentare ancor prima di iniziare mentre state sprecando le opportunità più grandi per il Ticino e per la economia della vostra Regione", si legge nella missiva inviata al direttore del DFE.

Ma quali sono, gli chiediamo, le basi su cui imbastire il tanto agognato rilancio? "Sono quattro - risponde Zanoni - creare una Compagnia aerea ticinese (la AirTicino, ad esempio), riunire sotto una sola direzione Lugano e Locarno, entrare nel CdA di Alitalia (con 30-40 milioni sarebbe fattibile) e trasformare Lugano e Locarno in Aeroporti Cantonali e commissariare l'attuale gestione".

"Ovviamente - conclude Zanoni - si dovrebbe promuovere il Ticino come meta turistica e stringere accordi con le varie città per abbassare il prezzo dei biglietti e rendere competitivi questi collegamenti. Ma una cosa è certa: prima di spendere 50 milioni per hangar e terminal inizierei acquistando gli aerei necessari..."

nic

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