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Ticino
Rilancio dell'Ovale: 'C'è poco da fare'
Redazione
12 anni fa
Rispondendo a un'interrogazione di due consiglieri comunali, il Municipio si è detto perplesso a intervenire istituendo un gruppo di lavoro

Il futuro del centro Ovale è appeso ad un filo. I proprietari della struttua sembrano intenzionati a vendere lo stabile in blocco o affittarlo a un unico locatore. E anche il Municipio di Chiasso, di fronte alla situazione attuale, si è detto perplesso a intervenire per rilanciare la struttura.

Rispondendo a un'interrogazione di due consiglieri comunali PLR, Laura Olivieri Regazzoni e Mauro Ado, che chiedevano un intervento da parte delle autorità comunali istituendo un gruppo di lavoro, l'Esecutivo informa sugli ultimi sviluppi della situazione.

Premettendo che il centro Ovale sia di natura esclusivamente privata, il Municipio di Chiasso sottolinea che intrattiene dei rapporti informali con i proprietari a scadenze irregolari, tenuto conto del fatto che i gestori risiedono nel nord Europa. Duranti gli ultimi incontri i rappresentanti della proprietà hanno illustrato una possibile strategia di rilancio, soffermandosi anche sulle difficoltà incontrate nell'implementarla.

E l'Esecutivo esprime perplessità sull'opportunità di istituire un gruppo di lavoro, come richiesto dai due consiglieri, che affianchi la proprietà in questo tentativo: "Si è dell'opinione" si legge nella riposta, "che all'ente pubblico spetti il compito di creare le condizioni quadro, entro le quali il singolo attore commerciale possa esplicare la propria attività".

Inoltre la proposta di istituire tale gruppo non sembra incontrare "nemmeno il favore dei proprietari, i quali, sulla scorta delle leggi di mercato, debbono muoversi con una certa flessibilità, agilità, riservatezza e celerità, aspetti che la creazione di un tale gremio rischia di compromettere".

Il Municipio riscontra anche difficoltà "nei presupposti su cui fondare l'agire di un ente pubblico nello specifico: interesse pubblico e parità di trattamento rispetto ad un'iniziativa commerciale di stampo prettamente privato".

I rappresentati, conclude la nota dell'Esecutivo, hanno esplicitamento riconosciuto l'impegno e sostegno dell'autorità comunale in questi anni, "rispetto alle difficoltà incontrate nei rapporti con l'autorità a livello cantonale e sindacale". E qui viene citato il tema delle aperture domenicali e tutta una serie di condizionamenti con cui altre realtà commerciali ticinesi non sono state confrontate: "messa a pagamento dei posteggi, contributo finanziario per l'allargamento della rotonda di via Chiesa, ecc...".

Un ultima stoccata è andata al divieto dell'apertura domenicale: "È espressa opinione dei proprietari, che il mancato sostegno nella questione delle aperture domenicale ha ulteriormente incrementato la diffusione degli spazi vuoti, a cui stiamo assistendo".

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