
Anche quest'anno il parlamentare più influente sotto la cupola federale resta il presidente del Partito socialista Christian Levrat. La classifica della Sonntagszeitung - che tiene in considerazione il peso nelle commissioni, le votazioni, i successi politici, il ruolo giocato in seno al partito, la presenza mediatica e la rete extra-parlamentare dei 173 deputati che si ripresenteranno alle federali del prossimo ottobre - è stata però dolceamara per i parlamentari ticinesi (vedi articolo suggerito).
Nella Top 15 compare infatti il solo Filippo Lombardi (PPD), che sale dal 10° posto di due anni fa al 7° del 2019. Per trovare un altro ticinese bisogna scendere alla 23esima posizione, occupata dalla consigliera nazionale Marina Carobbio Guscetti (PS), in risalita rispetto al 35esimo posto di due anni fa. Più staccati gli altri ticinesi: i consiglieri nazionali Marco Chiesa (UDC) e Marco Romano (PPD) occupano infatti il 121esimo posto, seguiti da Fabio Regazzi (PPD, 125esimo), Giovanni Merlini (PLR, 159esimo ma assente diversi mesi per una grave malattia), Lorenzo Quadri (lega, 166esimo) e Roberta Pantani (Lega, 169esima).
Il risultato non è passato inosservato al presidente del PS Igor Righini, che ha indirizzato una dura stoccata al consigliere nazionale leghista e direttore del Mattino della Domenica. Il domenicale aveva infatti pubblicato un articolo in cui evidenziava "il distacco del PS dai bisogni dei ticinesi".
"Passa il tempo ma i metodi restano gli stessi. Il “leader maximo” del mausoleo Leghista accende la macchina del fango e spara baggianate contro i suoi avversari politici", si legge in una presa di posizione riportata dalla pagina Facebook del PS di Bellinzona. "Nella classifica dei politici più influenti di Palazzo federale risulta essere agli ultimissimi posti. E il contribuente ticinese paga fior di quattrini per un politico che oltre a contare “come al dü da pic quando briscola l’è cop”, risulta anche uno dei più assenteisti - prosegue il presidente del Partito socialista - Con il posto di municipale di Lugano e quello di consigliere nazionale, che fanno più di un tempo pieno, Quadri porta a casa 230'000 franchi di soldi pubblici. Poi va in giro a dire che non è un professionista della politica poiché di mestiere fa il direttore domenicale. Certo coi soldi degli sponsor che omaggiano le pagine del suo foglio e che lui accredita a “Palazzo”, oltre a farsi campagna elettorale a gratis arrotonderà di certo lo stipendio".
"Con quello che prende, Quadri non fa fatica a pagare i premi di cassa malati. Invece moltissimi Ticinesi sì. Il personaggio in doppia carica sui premi di cassa malati non solo non fa una sola proposta, ma ignora pure che noi socialisti abbiamo lanciato l’iniziativa per dei premi cassa malati accessibili. Un’iniziativa che ha già raccolto più di 90'000 firme! Di sicuro Quadri non l’ha firmata, visto che lui si interessa essenzialmente dei problemi di quelli con i soldi", conclude Righini.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

