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PS
Riget e Sirica si ricandidano: "Giudicateci fra quattro anni"
Redazione
2 anni fa
Nonostante l’erosione di consensi, la coppia Riget-Sirica è pronta a chiedere un secondo mandato alla guida del PS. “Abbiamo posto le basi per fare bene, giudicateci tra quattro anni”, la richiesta ai loro delegati. Tra i temi per loro prioritari: i salari, i costi della salute ma anche il progetto rosso-verde. A Ticinonews ne abbiamo parlato direttamente con Laura Riget.

Ridateci fiducia e giudicateci tra quattro anni. È con queste parole rivolte ai delegati socialisti che, nonostante risultati elettorali definiti “poco soddisfacenti” Laura Riget e Fabrizio Sirica si ripropongono alla guida del PS. Il termine per inoltrare eventuali candidature scadrà domani. E, salvo colpi di scena, contrariamente a quattro anni fa, al Congresso dell’8 giugno non ci sarà nessun’altra coppia a sfidare gli attuali co-presidenti, che tra i loro personali successi annoverano più militanza e un partito ringiovanito. “Abbiamo lanciato diversi referendum e iniziative: dal tema dei salari minimi a quello dei premi cassa malati”, ci spiega Riget, sottolineando come siano temi fondamentali e molto sentiti. “Inoltre siamo riusciti a rinnovare anche le persone elette all’interno delle istituzioni, quindi siamo fiduciosi di aver anche imparato molto in questi quattro anni e speriamo di poter fare bene anche per i prossimi, se la base del congresso - il prossimo 8 giugno - lo vorrà”.

“È stato difficile arrivare uniti alle elezioni”

Si parlava, però, anche dei risultati elettorali, con cui - volenti o nolenti - occorre fare i conti. Una perdita di consensi  e seggi che non si può infatti ignorare, cominciata con le Elezioni Cantonali dell’anno scorso e la tanto discussa esclusione di Amalia Mirante dal ticket socialista per il Consiglio di Stato. “L’abbiamo sempre detto: i risultati ottenuti sono sempre stati al di sotto delle nostre aspettative. Se qualcuno ci vuole giudicare solo da questo punto di vista, allora sicuramente il bilancio di questi 4 anni non è positivo”. Tuttavia, Riget ha anche voluto sottolineare come siano state messe le basi “per fare bene fra 4 anni, sperando anche di incorrere in una situazione differente da quella attuale, che sappiamo aver visto anche tensioni interne che hanno reso molto difficile arrivare uniti ed entusiasti alle elezioni”.

Temi prioritari

Tra i temi prioritari da coltivare vengono citati la necessità di un salario minimo sociale, i costi della salute e più alloggi accessibili. Ma anche la continuità del progetto rosso-verde. “Dal punto di vista elettorale il progetto non è decollato. Tuttavia, l’idea che uniti e collaborando possiamo essere più efficaci. Sono convinzioni tuttora valide per noi”. Collaborando e aprendosi a tutte le forze progressiste, social-liberali compresi, si legge nel documento programmatico. Una mano tesa ad Amalia Mirante? “Non penso che il movimento Avanti con Ticino&Lavoro sia così rappresentativo di quello spazio. E lo si vede anche sia dalle posizioni che hanno portato sia dai dati panachage delle varie elezioni: sono più a destra di quello che noi intendiamo”.

Una partenza, un polverone

Una partenza che a suo tempo aveva sollevato un polverone. E critiche interne sull’operato della copresidenza sono giunte anche di recente, con l’ex vicepresidente Venuti che dalle colonne della Regione ci va con il piede pesante. Laura Riget l’ha però vissuta diversamente. “Qualche settimana fa abbiamo un comitato cantonale a porte chiuse, dove sono state sollevate critiche puntuali. Se fosse vero – come sostiene Adriano Venuti – che c’è tanto malcontento all’interno del PS, quindi poca soddisfazione nei confronti dell’operato mio e di Fabrizio, come mai fino ad ora nessun’altro si è candidato alla presidenza?”.