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Ticino
Rifugiato a Bellinzona, denuncia un ministro islandese
Redazione
13 anni fa
Sta scuotendo gli animi, in Islanda, la vicenda di Tony Omos, espulso dall'Islanda alla Svizzera con l'accusa (falsa) di tratta di esseri umani

"Dormo in stazione a Bellinzona, non ho un posto dove andare, ho paura di essere rimandato in Nigeria e finire in carcere, con le pesanti accuse che il Governo islandese ha posto sul mio capo."

Un richiedente l'asilo, ingiustamente espulso dall'Islanda in Svizzera, ha denunciato il ministro dell'Interno islandese, la signora Hanna Birna Kristjansdottir, e tutto il suo staff, per abuso di potere, violazione di segreto d'ufficio e diffamazione. L'uomo, di nome Tony Omos, era infatti stato cacciato dal paese nordico con l'accusa di aver promosso la tratta di esseri umani, ma è stato in seguito prosciolto dalle indagini di polizia che hanno provato la sua innocenza. Intanto ha dovuto lasciare in Islanda la fidanzata, anche lei nigeriana, incinta al settimo mese.

La polizia islandese ha confermato l'inoltro delle denunce da parte di Omos, ma non ha ancora preso una decisione sull'apertura di un'inchiesta o meno. Il ministro, per ora, non ha commentato.

La vicenda trova ampio risalto sui quotidiani islandesi, in particolare su DV, che è rimasto in contatto con l'uomo anche dopo il suo accompagnamento forzato, avvenuto il 18 dicembre scorso, dall'Islanda alla Svizzera, paese da cui era partito oltre due anni fa per andare nel paese nordico.

L'uomo è stato rintracciato proprio nel nostro Cantone, durante il periodo natalizio, ed ai giornalisti islandesi ha raccontato di trovarsi a Bellinzona e di aver cercato rifugio alla stazione ferroviaria. Omos ha spiegato di aver inoltrato una domanda d'asilo anche nel nostro Paese, ma che la stessa non è stata accettata in quanto, avendo soggiornato per oltre due anni in Islanda, la competenza sul suo caso è del paese nordico.

In Nigeria non vuole tornare. Grazie a internet, gli articoli che parlano della sua presunta tratta di esseri umani sono giunti anche in patria e lui teme di finire in carcere per questo. Nel paese africano, infatti, quasi la metà dei detenuti non ha mai affrontato un processo e si trova dietro le sbarre unicamente a causa di sospetti o illazioni.

"Il ministro islandese ha distrutto la mia reputazione, non capisco come possa avere fatto una cosa del genere" ha dichiarato Omos, in favore del quale in Islanda sono già stati organizzati appelli su Facebook e manifestazioni in strada.

Omos nel frattempo sembra abbia trovato alloggio presso un suo conoscente in Svizzera. Nel nostro Paese non potrà comunque stare. In Islanda, in teoria, nemmeno. A meno che la pressione popolare e le denunce non riescano a far tornare sui propri passi la signora Kristjansdottir.

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