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Riforma sociale, chi approva e chi no
Riforma sociale, chi approva e chi no
Riforma sociale, chi approva e chi no
Redazione
7 anni fa
Lega e PPD positivi, più cauto il PLR, mentre per il PS è "un passo, ma non ancora sufficiente"

Il Consiglio di Stato ha presentato oggi la riforma sociale cantonale. Riforma che concerne quattro assi di intervento principali. Tra le misure proposte: rafforzare le prestazioni a favore delle famiglie beneficiarie degli assegni integrativi e di prima infanzia (API e AFI); sostenere gli sforzi di coloro che percepiscono prestazioni sociali e che con il proprio lavoro si impegnano per diventare autosufficienti; snellire le procedure amministrative; potenziare i sussidi di cassa malati a chi già li riceve, ed estendere la cerchia di chi ne ha diritto. 

TeleTicino ha fatto un giro di chiamate per conoscere le reazioni a caldo dei rappresentati politici. Partiamo da chi si felicita. Per il capogruppo della Lega Michele Foletti la riforma sociale "è un passo nella giusta direzione. De Rosa ha dimostrato un approccio pratico con sussidi più mirati e un’attenzione al reinserimento professionale”.

Gli fa eco Maurizio Agustoni del PPD: “Un pacchetto equilibrato che migliorerà la condizione di molte persone; e che punta a ridare una prospettiva a chi è in assistenza”.

Di tutt’altro tenore il parere della sinistra radicale: l’ennesimo 'ricatto a scapito dei cittadini', tuona l’MPS. 'Non ci siamo', rincara Forum Alternativo. Nemmeno il partito socialista fa i salti di gioia. Ma è pur sempre un inizio, spiega Ivo Durisch: "È un aiuto al ceto medio, alle famiglie, ai beneficiari di riduzioni dei premi malattia. È anche però la conferma che i tagli fatti negli anni precedenti hanno avuto un impatto devastante sul ceto medio basso. Possiamo dire che è un primo passo ma sicuramente non ancora sufficiente".

Cauto ma per altri motivi anche il PLR: "Sicuramente ci sono degli interventi interessanti, soprattutto quelli rivolti alle persone in assistenza" spiega Alex Farinelli. "Per quelli sulla socialità bisognerà capire quanto sono mirati perché è importante si vada ad aiutare solo chi ha bisogno".

Sfumature a parte, di primo acchito si può concludere che la riforma dovrebbe quindi godere dell’appoggio più o meno marcato di tutti i partiti di Governo. Questione di responsabilità, spiega ancora Farinelli riferendosi al patto del Consiglio di Stato: sgravi da un lato, scuola e socialità dall’altro. "Sarà importante che questo accordo sia trovato anche in Parlamento" sottolinea il capogruppo PLR. "Chi vuole partecipare alla discussione deve essere disposto ad accogliere gli aspetti che gli piacciono e anche quelli che gli piacciono un po’ meno".

Un tacito monito rivolto a tutti, in particolare alla sinistra che, non è certo un segreto, ritiene eccessiva la riforma fiscale. Centro e destra però sono stati chiari: prima gli sgravi, poi, se del caso, la scuola…"Diversi partiti hanno differenti visioni, vanno rispettate" dichiara Durisch. "Dire così quando ci sono delle priorità, non mi sembra un atteggiamento propositivo per affrontare le cose".

Visioni che sollevano un interrogativo di fondo: fino a che punto è opportuno legare, sia solo tacitamente, dossier tanto diversi? "Si tratta di stabilire le priorità e investirvi le risorse" puntualizza Farinelli. "Credo che il Governo qui ne ha individuate 3 o 4 e ha fatto bene a metterle insieme. Far politica significa anche scegliere delle priorità, non dire solo sì o no a ciò che piace o non piace".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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