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Ticino
Riforma III, quali conseguenze per Biasca?
Riforma III, quali conseguenze per Biasca?
Riforma III, quali conseguenze per Biasca?
Redazione
10 anni fa
Il consigliere comunale Claudio Isabella interroga il Municipio sui minori introiti che potrebbero derivare dalla riforma

In un'interrogazione inoltrata al Municipio di Biasca, il consigliere comunale PPD Claudio Isabella pone una serie di domande concernente la Riforma III dell’imposizione delle imprese, in votazione il prossime 12 febbraio. 

"La Riforma III delle imprese" esordisce il consigliere comunale, "intende eliminare l’imposizione ridotta per le società Holding, le società di domicilio e le società miste, imposizione fiscale questa non più compatibile con gli standard internazionali (la Svizzera, in quanto membro dell’OCSE, è stata sollecitata ad adeguarsi alle nuove regole internazionali concernenti l’imposizione fiscale). Per evitare che la Svizzera subisca una perdita di competitività, la Riforma propone l’introduzione di nuove misure di sgravio fiscale che andrebbero a diminuire l’imposizione delle imprese".

I nuovi strumenti proposti nella riforma, ricorda Isabella, sono:

• Sovvenzioni per la Ricerca e Sviluppo (deduzione degli oneri fino ad un massimo del 150%, ad esempio sui salari dei ricercatori)• Patent Box, ovvero riduzione fiscale fino ad un massimo del 90% per i redditi derivanti da brevetti e beni immateriali• Riduzione dell’imposta sul capitale• Imposta sull’utile con deduzione degli interessi (deduzione degli interessi sul capitale proprio)• Imposizione speciale delle riserve occulte (evita un elevata imposizione al momento del passaggio alla tassazione ordinaria)

"Questa riforma porterebbe minori entrate ai Cantoni e ai Comuni" prosegue Isabella. "A titolo compensatorio, per sopperire, almeno in parte, alla diminuzione delle entrate fiscali per i Cantoni, è previsto l’aumento della quota cantonale sull’imposta federale diretta dall’attuale 17 al 21,2 %. La Confederazione sosterrà gli stessi Cantoni con una compensazione di circa 1,1 miliardi di franchi. Tuttavia, a corto termine, la compensazione miliardaria non andrebbe a bilanciare le minori entrate cantonali e comunali preventivate dal Consiglio Federale che ritiene possano essere calcolati in circa 2 miliardi di franchi".

"Malgrado che il sistema attuale di imposizione ridotta per le imprese non sia più accettato a livello internazionale, la Svizzera vuole rimanere un paese altamente attrattivo a livello fiscale, e dunque vuole mantenere e attrarre sul territorio elvetico le aziende caratterizzate da un elevata innovazione, le società che creano indotto economico e che garantiscono posti di lavoro" aggiunge Isabella.

"In questo contesto, sarà pertanto importante farsi trovare pronti con idee chiare e precise soprattutto a medio e lungo termine" ritiene il consigliere comunale. "Il nostro Borgo, che annovera una delle 3 zone industriali di interesse Cantonale, potrebbe avere un grosso impatto finanziario ma anche buone prospettive di sviluppo. In caso di approvazione della Riforma III, il nostro comune dovrà essere in grado di trovare delle soluzioni sostenibili per sopperire alla diminuzione degli introiti fiscali, a condizione che queste non vadano a colpire i servizi essenziali e le finanze delle famiglie e dei cittadini del nostro Borgo".

Fatte queste premesse, Isabella sottopone le seguenti domande al Municipio:

1) Quante sono le società (holding, società di domicilio e società miste) presenti su suolo comunale che potrebbero essere toccate dall’abbandono del regime di imposizione privilegiata prevista dalla Riforma III? Rispetto a tutti gli introiti fiscali delle aziende del nostro comune, in che percentuale incidono sulle entrate comunali?

2) Il Municipio ha stimato a quanto ammonterebbero i minori introiti conseguenti alla Riforma III dell’imposizione delle imprese? Se sì, a quanto ammontano?

3) Il Municipio intravvede, in caso di approvazione della Riforma, la possibilità di attrarre nel nostro comune nuove imprese e di creare nuovi posti di lavoro?

4) Per compensare un eventuale diminuzione di entrate fiscali, il Municipio prevede di aumentare il moltiplicatore d’imposta per le persone fisiche? Se si, di quanto? Quale altra soluzione, che non vada a colpire direttamente i cittadini del nostro Borgo, potrebbe essere presa in considerazione?

5) Intende il Municipio far valere i propri interessi verso il Cantone per incassare parte dei proventi che riceverebbero quest’ultimi in compensazione dalla Confederazione?

6) Le minori entrate fiscali potrebbero incidere negativamente sul piano delle opere definito dal Municipio? In caso affermativo, in che modo?

Con la Zona Industriale di interesse cantonale (ZIIC), Biasca potrebbe beneficiare, a lungo termine, della Riforma di cui sopra a condizione che questa venga rilanciata con forza dalla difficile situazione attuale (non da ultimo il trasferimento della parte Ricerca e Sviluppo di Elcotherm Termogamma SA, il fallimento di Airlight Energy Manufacturing SA e il “trasloco” verso altri lidi di Airlight Energy Holding SA e di Synrocks SA).

In aggiunta a quanto sopra, mi permetto quindi di domandare quanto segue:

1) Con il Messaggio Municipale no. 6 – 2014 del 22 luglio 2014, si è chiesto un credito di CHF. 76'500.- per l’allestimento di uno studio della Zona Industriale di interesse cantonale ZIIC, a che punto siamo con lo studio?

2) È intenzione del comune rilanciare questa zona industriale con aziende ad alto valore aggiunto che porterebbero nuovi posti di lavoro e maggiori entrate per il nostro comune? Se sì, in che modo?

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