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Ticino
Riforma III: "Ora ci vogliono sgravi in Ticino"
Riforma III: "Ora ci vogliono sgravi in Ticino"
Riforma III: "Ora ci vogliono sgravi in Ticino"
Redazione
10 anni fa
Modenini chiede al Cantone di rispettare il sì dei ticinesi. Borelli non ci sta: "Verrebbero pagati dal ceto medio"

In ossequio all'approvazione da parte del popolo ticinese della riforma III della fiscalità delle imprese, il Cantone deve ora introdurre degli sgravi fiscali.

Ne è convinto il direttore dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) Stefano Modenini, che rilancia il tema oggi sul Giornale del Popolo.

"Il sì è una vittoria da utilizzare per proporre in Ticino sgravi fiscali intelligenti ed equilibrati" dichiara Modenini. "Quelli che sostengono il contrario, ossia che il nostro Cantone non ha bisogno di riforme fiscali, non hanno capito nulla."

Il direttore di AITI sottolinea comunque che gli sgravi "non dovranno essere eccessivi e dovranno essere accompagnati da misure sociali, che favoriscano, ad esempio, la conciliabilità lavoro-famiglia."

Un intervento è però indispensabile, secondo Modenini, perché "il nostro Cantone, ora come ora, non è in grado di attirare aziende sul nostro territorio che possano sostituirsi a livello di indotto a quelle a statuto speciale."

Lo stesso direttore del DFE Christian Vitta si è mostrato aperto a nuovi sgravi fiscali per le aziende. Ma da parte dei sindacati giungono segnali di ferma opposizione. Il segretario di UNIA Enrico Borelli dichiara oggi su La Regione che già oggi "la situazione fiscale del nostro territorio è favorevole" e che quindi il Governo dovrebbe operare con prudenza. "Ci preoccupa che ci si continui a muovere nel recinto delle politiche neoliberiste, quando si sa che nuovi sgravi fiscali verrebbero pagati dai salariati, dal ceto medio e via dicendo tramite nuovi tagli" afferma Borelli. "Dal Governo ci aspettiamo un cambio di politica."

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