
Il Consiglio Nazionale ha approvato quest'oggi - per 138 voti a 52 - la Riforma III della tassazione delle imprese. Un cambiamento per allinearsi alle norme europee, che mira ad eliminare i privilegi fiscali di cui ora beneficiano le aziende estere, ma che non fa l'unanimità all'interno della Deputazione ticinese.
"La riforma andava fatta anche se è stata imposta da Bruxelles" ha affermato la consigliera nazionale Roberta Pantani.
Per il presidente della Deputazione ticinese Giovanni Merlini questa decisione avrà sicuramente delle ripercussioni. Da qui l'esigenza di elaborare misure alternative che possano limitare il danno, come per esempio la "patent box", ossia un sistema di agevolazioni fiscali per quelle aziende che lavorano nell’ambito della ricerca e dello sviluppo in Svizzera.
Marina Carobbio ha invece confermato la volontà della sinistra di lanciare il referendum. "Con questa misura verranno a mancare 1,5 miliardi alla Confederazione. Dovrebbero essere gli azionisti delle aziende a compensare la perdita".
"Finalmente se n'è arrivati a una" ha invece commentato il vice-direttore della Camera di Commercio Marco Passalia, intervenuto in diretta nel Tg di TeleTicino. "Tuttavia in alcuni settori c'è molta preoccupazione. Le aziende più a rischio di dislocazione sono quelle confrontate con una forte concorrenza nazionale e internazionale, come per esempio il settore delle materie prime. Ma confido nella capacità del DFE di trovare una soluzione equilibrata".
Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino nel video allegato.
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