
La riforma delle imprese III preoccupa i Comuni ticinesi. Tanto da spingere in questi giorni l’ACT a prendere carta e penna e scrivere al Consiglio di Stato. Si perché l’associazione dei comuni ticinesi, ha stimato prudenzialmente, che se la riforma venisse accettata il prossimo febbraio dal popolo, nelle casse dei comuni potrebbero venire a mancare qualcosa come 25 milioni di franchi l’anno.
Da qui la richiesta dell’ACT al Governo, di destinare una parte del contributo di sostegno che arriverà da Berna, agli Enti locali, per coprire la loro perdita.
Il presidente Ricardo Calastri da noi contattato auspica che il Governo possa venire loro incontro, se la votazione dovesse passare. Anche perché, ci spiega, senza quei soldi, "sarà un duro colpo per le amministrazioni comunali".
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Christian Fini
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