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"Riforma III, ci aspetta un lavoro lungo e difficile"
"Riforma III, ci aspetta un lavoro lungo e difficile"
"Riforma III, ci aspetta un lavoro lungo e difficile"
Redazione
10 anni fa
Dopo il risultato della votazione odierna, Fabio Regazzi teme per la competitività della Svizzera

La riforma III della fiscalità delle imprese è stata chiaramente bocciata dal popolo svizzero, raccogliendo solamente il 40,9% delle preferenze dei votanti. Gli unici Cantoni favorevoli sono stati Zugo, Vaud, Nidvaldo e proprio il Ticino. 

Fabio Regazzi, Consigliere nazionale favorevole alla riforma, è stato interpellato da Radio3i per capire se la competitività della Svizzera sarà ora messa in discussione: "Sì, lo scopo della riforma era di mantenere una buona competitività. Quello che mi preoccupa moltissimo sarà l'incertezza che seguirà a seguito di questo voto e che potrebbe indurre alcune aziende, anche importanti, a valutare altre opzioni." Un rischio che secondo il parlamentare PPD è piuttosto "concreto": "Alcuni manager mi avevano confermato che evidentemente non avrebbero potuto escludere a priori di valutare altre soluzioni. Questa incertezza che viene a crearsi è preoccupante e qualche ripercussione ci sarà."

"Difficile - afferma Regazzi - dare una lettura a questo voto. Sono molto sorpreso dal risultato della Svizzera tedesca che di solito è sensibile a questi temi. Sono invece positivamente sorpreso dal risultato ticinese. Le ragioni? Una possibilie spiegazione risiede nel mancato accompagnamento di alcune misure sociali, come nel canton Vaud e in Ticino, dove la riforma è invece stata approvata forse anche grazie a queste misure."

I colleghi di Radio3i hanno quindi chiesto al parlamentare nazionale quali potrebbero essere le conseguenze delle eventuali delocalizzazioni: "Se un'impresa se ne andasse si pagherebbe il prezzo in termini di imposte  e di posti di lavoro interessanti. Attorno a queste aziende ruotano realtà importanti, che vengono cosi messe in discussione."

"Ormai il risultato è questo - constata Regazzi - ma bisogna prenderne atto e accettarlo, lavorando a una nuova riforma. Chiaramente l'obiettivo di mantenere la competitività viene un po' rimesso in discussione. Ora ci aspetterà un lavoro lungo e difficile, vedremo cosa riusciremo a fare a livello di politica federale, speriamo di arrivare in tempi brevi a una soluzione."

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