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Ticino
Riforma fiscale, il reclamo è irricevibile
Riforma fiscale, il reclamo è irricevibile
Riforma fiscale, il reclamo è irricevibile
Redazione
8 anni fa
Lo ha deciso il Governo in merito all'istanza presentata da un privato cittadino. La votazione del 29 aprile si terrà

Il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato da un cittadino, che chiedeva il ritiro del decreto di convocazione e quindi l’annullamento della votazione cantonale del 29 aprile 2018 che riguarda la riforma fiscale e sociale. La votazione si terrà quindi regolarmente, precisa il Governo. 

Il reclamo inoltrato negli scorsi giorni chiedeva in particolare di sottoporre il tema in votazione solo quando il Gran Consiglio avesse deciso di opporvi un controprogetto. Ma il Consiglio di Stato spiega di aver seguito la "prassi e la legislazione vigente, fissando la data della votazione e preparando il materiale di voto in base alla decisione del Gran Consiglio". La richiesta di ritiro del decreto non è dunque ammissibile: "Il Consiglio di Stato non ha la facoltà di ritornare al Parlamento le modifiche alla Legge tributaria da esso adottate, né può imporgli di contrapporre un controprogetto".

Il reclamo richiamava inoltre una sentenza del Tribunale federale, denunciando la violazione dell’unità di materia che si verificherebbe qualora il popolo abrogasse le leggi tributarie e quale diretta conseguenza decadessero anche quelle di natura sociale, non sottoposte a referendum. Il Governo sottolinea che la sentenza in questione non è applicabile all’oggetto in votazione il 29 aprile 2018: "La connessione fra i diversi decreti votati dal Parlamento è infatti di natura politica e non giuridica: non sarà dunque l’esito della votazione a determinare l’abrogazione automatica del pacchetto di misure normative che compongono la riforma, che dovrà avvenire secondo la normale procedura".

Il Governo ricorda infine che la data della votazione è stata fissata con un decreto pubblicato il 9 febbraio scorso sul Foglio ufficiale; il reclamo è stato invece depositato il 5 aprile, ben oltre i tre giorni di tempo concessi dalla legge, rendendolo irricevibile.

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