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Ticino
Riforma fiscale, i dubbi di sindacati ed economia
Riforma fiscale, i dubbi di sindacati ed economia
Riforma fiscale, i dubbi di sindacati ed economia
Redazione
7 anni fa
Unia è pronta a dar battaglia, mentre AITI è scettica sulle tempistiche

Diviso fino all'altro ieri, il Consiglio di Stato ha infine trovato un accordo sulla riforma fiscale cantonale. Dare per avere, questa è la politica. Per convincere Manuele Bertoli ad approvare sgravi fiscali tradizionalmente avversati da sinistra, verranno investiti 17 milioni di franchi nella scuola dell’obbligo. Altri 15 andranno a favore delle fasce più deboli. E non è tutto. Entro fine anno verrà presentato un messaggio per risanare la cassa pensione del Cantone, in rosso di mezzo miliardo.

"Queste misure non sono vincolate tra loro, quindi la palla è nel campo del Parlamento, che potrà fare un lavoro di mediazione, confronto e convergenza attorno a queste misure" ha commentato il direttore del DFE Christian Vitta ai microfoni di TeleTicino. 

Tra i punti principali della riforma fiscale, vi è la riduzione dell’aliquota cantonale dell’imposta sull’utile delle aziende. Tra il 2020 e il 2024 passerà dall’attuale 9% all’8. Dal 2025 scenderà ancora fino a toccare quota 5,5%. Una misura indispensabile, secondo il Governo, per mantenere il Cantone fiscalmente competitivo. Ce n’è anche per le persone fisiche. Il coefficiente cantonale d’imposta verrà ridotto dal 100% al 98. Dal 2025 verrà portato al 96%. Un periodo nel quale il consiglio di stato prtesenterà una riforma generale della legge tributaria. 

Anche per i comuni sono previste novità: dal 2025 potranno varare un moltiplicatore d’imposta differenziato, uno per le persone fisiche ed uno per le persone giuridiche. Dal 2020 riceveranno 9 milioni ogni anno, per compensare i costi della riforma. "Nei comuni ci sono sensibilità diverse" afferma Norman Gobbi, sempre a TeleTicino. "Anche nell'ottica della riforma Ticino 2020 questo dovrà essere maggiormente riconosciuto con un federalismo differenziato: a determinati comuni potranno essere attribuiti determinati compiti, mentre ad altri, che non hanno la struttura, certi compiti rimarranno di pertinenza del Cantone".

I dubbi di sindacati ed economia 

Ma cosa pensano sindacati ed economia del nuovo pacchetto presentato? Unia è già pronta a dar battaglia. "C'è della delusione" commenta il sindacalista Dario Cadenazzi. "Si tratta di una riforma completamente incentrata sulle persone giuridiche, si tolgono risorse allo Stato in un momento di crisi sociale. Gli sgravi a favore delle persone fisiche sono risibili e c'è grigio sul futuro, sulle misure per la socialità, che non sono state presentate".

Meno critico invece il direttore di AITI Stefano Modenini. "Siamo soddisfatti in senso generale perché va nella direzione auspicata. Siamo un po' più critici invece sui tempi che sono molto lunghi. Gli  sgravi fiscali a partire dal 2025 sono un po' troppo in là nel tempo. Le misure sociali invece non le conosciamo ancora, quindi è difficile esprimersi. Per quanto riguarda invece la cassa pensione dei dipendenti pubblici, penso che saremo piuttosto critici perché i cittadini sono già stati chiamati alla cassa più volte per risanarla. Non vedo perché li si debba continuamente richiamare per contribuire al risanamento".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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