
"Dal carro è scesa una parte del Parlamento", ha rimarcato il presidente della Gestione Daniele Caverzasio. L’essersi smarcati, insieme ai Verdi, dalla riforma fiscale approvata all’unanimità dal consiglio di Stato rischia di avere qualche conseguenza per il Partito socialista. La riforma fiscale, è bene non dimenticarlo, è frutto di un accordo: in contropartita sono stati promessi 17 milioni in favore delle scuola, 15 per la socialità. Ma il fuoco cova sotto la cenere da diverse settimane e il PS, un mese e mezzo fa, l'aveva attaccata pubblicamente.
"La maggioranza dei partiti di Governo intendono affrontare questo patto con uno spirito costruttivo. Tranne il PS. Ne prendiamo atto e tireremo le conclusioni a tempo debito", ha dichiarato a TeleTicino il co-relatore di maggioranza Michele Foletti.
La domanda a questo punto è legittima: al PS verrà reso pan per focaccia? "Non si tratta di ritorsioni o di ricatti, si tratta di un accordo politico dove il Consiglio di Stato ha messo sul tavolo delle risorse in tre settori - sanità, socialità, fiscalità ed istruzione - ha replicato il co-relatore di maggioranza Alex Farinelli - Siamo d'accordo di portare avanti queste risorse, bisognerebbe avere un comportamento più coerente da parte di tutti i partiti perché non si può prendere solo quello che piace".
"Spiace che venga fatto un accordo politico a livello governativo e poi nel Parlamento non ci sia questo accordo a specchio", ha ribadito Foletti.
Tornando alla riforma fiscale: Lega, PLR, UDC e il PPD con riseva oggi hanno trovato la quadratura del cerchio. E la riforma è più coraggiosa di quella proposta dal Governo, per dirla con le parole di Foletti. Il moltiplicatore cantonale, adesso al 100%, a partire dal 2020 passerà al 97%. Insomma: aziende e persone fisiche beneficeranno di un taglio lineare delle imposte pari al 3%. Nel 2024 il moltiplicatore verrà ulteriormente ridotto di un punto, al 96%. L’imposta sull’utile delle aziende invece, esattamente come proposto dal Consiglio di Stato, passerà dal 9 al 5,5% da qui al 2025. Per la sinistra invece la ricetta dev’essere diversa.
"Proponiamo una riforma fiscale che sia compatibile con le finanze cantonali e che sia la più neutra possibile - ha spiegato il relatore di minoranza Ivo Durisch - Riduciamo il moltiplicatore d'imposta delle persone giuridiche perché capiamo che può esserci un problema di concorrenza fiscale, ma non deve essere l'unico elemento. Quindi proponiamo di andare prima all'8 e poi eventualmente al 7,ma se scendiamo ancora con l'aliquota delle persone giuridiche questo deve essere vincolato a una virtuosità nell'ambito ambientale e sociale con un sistema di bonus-malus che permetta di decidere l'aliquota da assegnare alle aziende".
Nessuno sgravio invece per le persone fisiche? "Dal nostro punto uno sgravio di questo tipo - che favorirebbe una popolazione molto benestante - è troppo impegnativo dal punto di vista finanziario e non è assolutamente mirato ai bisogni attuali della popolazione", ha concluso Durisch.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
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