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Gran Consiglio
Riforma delle pensioni, No al referendum cantonale
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Il Parlamento ha respinto la richiesta dell'Mps di lanciare un referendum cantonale contro la riforma delle pensioni decisa dalle Camere federali in marzo.

La protagonista della seconda giornata di Gran Consiglio è stata la Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, in particolare le modifiche approvate a marzo dalle Camere federali. Proprio contro queste modifiche si è oggi scagliato l’Mps, che al parlamento cantonale ha proposto di avvalersi della facoltà di chiedere un referendum. Al pari dei cittadini, infatti, anche i Cantoni hanno la facoltà di lanciarne uno: per portare il popolo alle urne servono le firme di 50mila cittadini o la richiesta di otto cantoni. La possibilità è però stata respinta dal Gran Consiglio.

"Rendite misere"

Il Movimento per il socialismo ha denunciato in particolare la decisione di ridurre l’aliquota minima di conversione dal 6,8% al 6%, che si tradurrebbe in un taglio delle rendite pari al 12%. Secondo Pino Sergi le misure di compensazione avranno soltanto un effetto limitato. "Le rendite pensionistiche sono misere", ha commentato in aula Sergi. "Se consideriamo le pensioni Lpp 2021, la mediana è pari a 1'501 franchi, del 6% inferiore ai livelli di 16 anni fa".

Doppione

Per la sinistra, le misure di compensazione decise dalle Camere sono estremamente limitate. A livello federale, l'Unione sindacale svizzera ha già lanciato un referendum contro la riforma e la raccolta firme è in corso. Per il centro e la destra del Gran Consiglio, la richiesta dell’Mps di lanciare un referendum cantonale è inutile perché costituirebbe un doppione. "Di solito, i referendum cantonali vengono lanciati per questioni che toccano direttamente i Cantoni", ha commentato in Gran Consiglio Omar Balli (Lega). "Questo tema è importante e sentito, ma si tratta di una riforma generale". Esprimendosi a nome della maggioranza, Giorgio Fonio del Centro ha messo in evidenza due difetti della proposta dell'Mps, pur votando infine a favore del referendum assieme a parte del gruppo: "È tardiva (anche a causa delle elezioni) e allo stato attuale manca soprattutto un coordinamento che possa portare all'approvazione di questo referendum nei Cantoni". A manifestare in blocco il suo sostegno è invece stata la sinistra, che ha rinnovato la propria opposizione nei confronti della riforma.