
La protagonista della seconda giornata di Gran Consiglio è stata la Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, in particolare le modifiche approvate a marzo dalle Camere federali. Proprio contro queste modifiche si è oggi scagliato l’Mps, che al parlamento cantonale ha proposto di avvalersi della facoltà di chiedere un referendum. Al pari dei cittadini, infatti, anche i Cantoni hanno la facoltà di lanciarne uno: per portare il popolo alle urne servono le firme di 50mila cittadini o la richiesta di otto cantoni. La possibilità è però stata respinta dal Gran Consiglio.
"Rendite misere"
Il Movimento per il socialismo ha denunciato in particolare la decisione di ridurre l’aliquota minima di conversione dal 6,8% al 6%, che si tradurrebbe in un taglio delle rendite pari al 12%. Secondo Pino Sergi le misure di compensazione avranno soltanto un effetto limitato. "Le rendite pensionistiche sono misere", ha commentato in aula Sergi. "Se consideriamo le pensioni Lpp 2021, la mediana è pari a 1'501 franchi, del 6% inferiore ai livelli di 16 anni fa".
Doppione
Per la sinistra, le misure di compensazione decise dalle Camere sono estremamente limitate. A livello federale, l'Unione sindacale svizzera ha già lanciato un referendum contro la riforma e la raccolta firme è in corso. Per il centro e la destra del Gran Consiglio, la richiesta dell’Mps di lanciare un referendum cantonale è inutile perché costituirebbe un doppione. "Di solito, i referendum cantonali vengono lanciati per questioni che toccano direttamente i Cantoni", ha commentato in Gran Consiglio Omar Balli (Lega). "Questo tema è importante e sentito, ma si tratta di una riforma generale". Esprimendosi a nome della maggioranza, Giorgio Fonio del Centro ha messo in evidenza due difetti della proposta dell'Mps, pur votando infine a favore del referendum assieme a parte del gruppo: "È tardiva (anche a causa delle elezioni) e allo stato attuale manca soprattutto un coordinamento che possa portare all'approvazione di questo referendum nei Cantoni". A manifestare in blocco il suo sostegno è invece stata la sinistra, che ha rinnovato la propria opposizione nei confronti della riforma.

