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Ticino
Riforma delle ARP, primo incontro tra Cantone e Comuni
Redazione
7 ore fa
Autorità al lavoro per definire il nuovo modello cantonale, che prevede il passaggio da 16 Arp a 4 preture di protezione. Rimane il nodo dei costi e del personale. Zali: «Definito il campo di lavoro, ma c'è ancora molto da fare».

Primo incontro operativo a Bellinzona tra Cantone e Comuni dopo il via libera del Gran Consiglio alla riforma delle autorità regionali di protezione (ARP). I rappresentanti del Dipartimento delle istituzioni hanno incontrato questa mattina i Comuni sede delle attuali sedici ARP per avviare il confronto sulla transizione verso il nuovo modello cantonale, che prevede la creazione di quattro preture di protezione. Un percorso definito «ancora abbastanza lungo» dal consigliere di Stato Claudio Zali, che ha sottolineato come restino da chiarire diversi nodi, a partire dalle questioni finanziarie e dal futuro del personale oggi alle dipendenze dei Comuni. «Abbiamo cominciato a delimitare il campo di lavoro — ha spiegato — ma c’è ancora tanto da fare». Tra i temi sul tavolo, come detto, la ripresa del personale amministrativo, ma anche gli aspetti logistici legati alle nuove sedi, l’archiviazione e gli applicativi informatici. La direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti ha parlato di un incontro «costruttivo», utile per fissare i primi passi operativi necessari all’implementazione della riforma nel breve termine.

Si chiedono garanzie per il personale amministrativo

Non mancano però le preoccupazioni da parte dei Comuni sede. La municipale di Torricella-Taverne Roberta Passardi ha ricordato come per il personale amministrativo vi sia una garanzia occupazionale limitata ai primi due anni. Dopo non si sa cosa succederà. Dal Cantone arrivano comunque rassicurazioni: «Siamo consapevoli che si tratta di persone», ha ribadito Zali, ricordando che l’obiettivo sarà trovare soluzioni condivise e accettabili per tutti gli impiegati coinvolti.

La logistica

Sul fronte logistico, la pianificazione per il Luganese è già avviata, mentre sono allo studio possibili sedi anche a Locarno, Bellinzona e Mendrisio. «Valutazioni sono in corso», ha ribadito Andreotti. L’intenzione del Cantone è però quella di non subordinare l’avvio delle nuove preture alla disponibilità delle sedi.

La questione finanziaria

Resta infine aperto il capitolo più delicato, quello della ripartizione dei costi. Una questione che promette una «dura negoziazione», come ammesso dallo stesso Zali, chiamato insieme ai Comuni a trovare una convergenza entro due anni dall’entrata in vigore della riforma.