
La proposta di revisione strutturale della scuola media avanzata mercoledì dal Plr ticinese e dall'Associazione LaScuola, che prevede nello specifico una settimana da 30 ore obbligatorie, un maggior investimento sul doposcuola, e il potenziamento dell'orientamento professionale continua a far discutere. Ticinonews ha raccolto l'opinione di Manuele Bertoli, ex-direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (Decs).
"La 'scuola à la carte' accentuerebbe le differenze di opportunità
Manuele Bertoli è favorevole ad alcuni punti della riforma avanzata da Plr e LaScuola: "la questione di avere un compattamento delle ore è un'idea positiva. Ho cercato più di 10 anni fa di avviare dei progetti pilota in questo senso in sedi dove la pausa pranzo era piuttosto lunga. La risposta dal territorio era stata negativa, probabilmente anche quella dei liberali di allora, ma questa è un'altra questione". Bertoli, d'altra parte, si dice meno d'accordo in merito all'idea di ridurre le ore di scuola, che giudica di difficile attuazione: "mi sembra problematica anche una tendenza alla 'scuola à la carte' che accentua le differenze di opportunità invece di ridurle. C'è chi ha disponibilità di fare cose fuori dalla scuola, e chi meno, e farebbe altro". Difficile anche determinare delle materie di cui ridurre le ore, secondo l'ex-direttore del Decs: "l'agnello sacrificale in questi casi sono generalmente le arti, ciò che per me sarebbe una perdita importante. L'alternativa è la riduzione di materie che hanno un pacchetto importante di ore, come matematica e italiano. In questo caso il problema sarebbe poi di insegnamento e competenze".
Giusto avvicinare scuola e società, ma non orientando troppo precocemente
Bertoli si dice anche d'accordo sulla necessità di avvicinare scuola e società, ma la strada proposta dal Plr non trova la sua adesione. Lo stesso ritiene che non sarebbe evidente implementare delle misure volte ad un orientamento professionale anticipato: "immaginare una scelta professionale a 13, 14 anni mi sembra un po' precoce".

