
Lo attendevano tutti. E invece non è arrivato. Il messaggio sulla riforma della polizia verrà licenziato solo verso la fine dell’estate, ha spiegato il ministro Luigi Pedrazzini all’assemblea dell’associazione delle polizie comunali riunita oggi a Losone. Il Consiglio di Stato in questi giorni ha preso conoscenza del rapporto elaborato dal gruppo di lavoro incaricato di studiare la riforma della polizia. Dalla discussione che ne emersa, ha spiegato Pedrazzini, il Dipartimento delle Istituzioni, incaricato di elaborare il messaggio, terrà conto di alcuni punti fondamentali: “Il dipartimento delle istituzioni condividerà la conclusione principale del gruppo di lavoro, ovvero non ci sarà una polizia unica cantonale, ci saranno delle polizie comunali su base regionale, verrà assicurato un coordinamento tra polizia cantonale e polizie comunali, ci sarà una rete radio unica che consentirà di comunicare e collaborare". Nodo importante ancora da sciogliere riguarda il numero delle regioni. Quel che è certo, ha spiegato Pedrazzini, non dovrà superare le 10 regioni. “Il Consiglio di Stato si attende a una riduzione del numero delle regioni, perché l’impressione è che meno sono più facile sarà da coordinare. Però si terrà conto anche degli aspetti operativi. Ovvero: se in una determinata regione, come può essere oggi il Locarnese o il Bellinzonese, si dovessero costatare problemi di collaborazione tra le polizie principali, allora non sarà un grande problema ad avere una regione in più.” Intanto Dimitri Bossalini, presidente dell’associazione delle polizie comunali, ha ripercorso durante l’assemblea i punti fondamentali del rapporto, ribadendo che la riforma tende a una chiara divisione delle competenze tra polizia cantonale e polizie comunali. “Ognuno avrà dei ruoli chiave, ha ricordato Bossalini, ognuno avrà competenze specifiche. Il gruppo di lavoro propone una riforma che permette alla polizie comunali di acquisire certe deleghe, di modo che la polizia comunale potrà concentrarsi su altri aspetti: gli interventi di urgenza e sulla media e grande criminalità. Ogni comune, sempre secondo il rapporto, ci spiega ancora Bossalini, dovrà contribuire al finanziamento per la sicurezza. Le 42 polizie comunali attuali passeranno a 16/18, divise sulle 6/10 regioni. Ma questi numeri verranno discussi dal Gran Consiglio. fp
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