
Novità in vista per il terzo potere dello Stato. Almeno sul fronte politico. Come riferiscono i quotidiani, la Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio firmerà la settimana prossima i rapporti per tre proposte volte a riformare la giustizia ticinese e che hanno raccolto l'unanimità tra i suoi membri. L'intenzione è che il Parlamento possa esprimersi già nella seduta di ottobre.
Le "sette pagine"
Una di queste proposte è in realtà l'insieme di misure di cui vi avevamo riferito alla fine di agosto, tra le quali l'introduzione di un codice etico per il Tribunale penale cantonale e cambiamenti nei criteri di selezione dei magistrati.
Poteri estesi per il Consiglio della magistratura
Se il codice etico per il Tribunale penale è una risposta diretta ai malumori emersi negli scorsi mesi e di recente all'interno della struttura, la Giustizia e diritti vuole anche aumentare i poteri di controllo sull'istituzione. Una delle proposte che sarà presentata in ottobre al Gran Consiglio è un'iniziativa parlamentare che estende i poteri del Consiglio della magistratura, dandogli più strumenti per agire in situazioni di difficoltà, come quella verificatasi al Tribunale penale. Si parla in particolare della possibilità di sospendere i magistrati in via cautelare, una facoltà che il Consiglio della magistratura aveva spiegato di non avere ancora durante un recente incontro con la Commissione.
Rielezione non consentita
La terza proposta scaturisce invece in parte da un'iniziativa parlamentare targata MpS. Nella versione che sarà presentata in aula parlamentare, questa prevede che presidente e vicepresidente delle Sezioni di diritto civile e di diritto pubblico del Tribunale d'appello e del Tribunale penale cantonale non possano essere riconfermati per un secondo mandato contiguo al primo.

