
Rifiuti tossici ticinesi venivano stoccati illegalmente in una cava di Viggiù. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Gaggiolo, dopo aver sequestrato, lo scorso settembre, un carico proveniente proprio dal Ticino. E dall’indagine, citiamo Varesenews, è emerso un traffico illegale che, presumibilmente, andava avanti da otto anni con l’obiettivo di risparmiare sulle costose procedure di smaltimento. I periti incaricati di indagare sul sito dal pm Luca Petrucci hanno rivelato che nella cava Femar ( che oggi oltretutto è parzialmente abusiva), nascosti sotto terra e ghiaia, sono tuttora presenti amianto crisatilo, arsenico, nichel, eternit e catrame.Sono indagati i due titolari della Femar e il titolare di una impresa sluganese che inviava il materiale. Ufficialmente, spiega Varesenews, il trasporto indicava “sabbia mista a ghiaia e pietre frantumate”, ed era pagato, 30 euro a viaggio, dagli italiani. L’impresa, negli ultimi 8 anni, ha importato 133mila metri cubi di materiale sospetto. Dunque circa 2.500 viaggi. Per un quantitativo tale da riempire 20 campi di calcio.
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