
Il Governo e la Città di Lugano sono ai ferri corti. Colpa della tassa obbligatoria sulla raccolta dei rifiuti, che Lugano non ha nessuna intenzione di applicare. Proprio sulla questione, scrive il sito del Mattino della Domenica, la Città si è “dimenticata” di rispondere a ben due sollecitazioni sul tema. Ed è scattato l’ultimatum da parte del Consiglio di Stato. Così, a fine dicembre, il Governo ha scritto una lettera alla Città, nella quale si sottolinea che “il finanziamento per il tramite del gettito fiscale non è per legge possibile”. Il Governo è stato chiaro: Lugano ha tempo fino a fine gennaio per informare sulla “tempistica della presentazione del messaggio a sostegno del regolamento sulla raccolta dei rifiuti”. E ribadisce: “Questo vostro silenzio non è consono”. “Trascorso infruttuoso tale termine - si legge infine nella lettera - non esiteremo ad intraprendere nei vostri confronti le misure più appropriate per far rispettare la legge”.“Lugano - ribatte la Lega - ha poi una situazione particolare. Migliaia di frontalieri arrivano in città per lavorare. Il contribuente luganese dovrebbe pagare una tassa sul sacco per coprire delle spese che non causa? È poi ridicolo che alcuni politici si scandalizzino per gli ultimatum della Lega”."Reputo che sono battaglie di retrovia", commenta oggi il sindaco di Lugano Giorgio Giudici a Temporeale. "Se si vuol fare una tassa bisognerebbe avere un unico concetto globale a livello cantonale e non lasciare l'improvvisazione ai singoli comuni". "La Città di Lugano - aggiunge Giudici - è stato un pioniore nella realizzazione dei puntio di raccolta. E di conseguenza penso che questo grande investimento vada soppesato". Ma Giudici separa i rifiuti? "Io si li separo. E porto personalmente vetro e pet ai contenitori di raccolta".Nella sezione AUDIO l'intervista completa a Giorgio Giudici realizzata da TemporealeL'opinione di Marco Borradori, Luigi Pedrazzini e Giuliano Bignasca al TG su Teleticino (vedi qui)
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