
Questa settimana i contagi in Ticino hanno superato tutti i giorni le mille unità. Numeri record che non si erano mai visti prima nel nostro Cantone. Per valutare la situazione epidemiologica nel nostro Cantone, Ticinonews ha interpellato Marco Toderi, responsabile ambulatorio delle visite urgenti alla Clinica Sant’Anna. “Potremo cominciare a stare tranquilli quando la curva scenderà. Dal Sudafrica, che è avanti circa di un mese e mezzo rispetto a noi, sono arrivate notizie positive. C’è stato un calo del 30% nell’ultima settimana, che fa ben sperare. Ma non siamo nella loro posizione, anzi siamo all’inizio o a metà della salita. Con questi numeri, anche se l’1% dovesse finire in ospedale, nel giro di 10 giorni avremmo saturato i nostri servizi. Sono quindi cifre da tenere sotto controllo. Inoltre, a 1600 tamponi positivi corrispondono probabilmente un numero quattro-cinque volte più alto di contatti potenzialmente contagiati”.
“Non possiamo paralizzare”
Proprio alla luce del continuo e importante aumento di casi positivi, il Cantone ha deciso di accorciare la durata della quarantena da 10 a 7 giorni, seguendo quindi le nuove raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Una misura che entra in vigore oggi, ma può reggere a livello sanitario? “Potrebbe reggere”, dice Toderi, che è stato interpellato proprio poco prima che la misura diventasse definitiva. “Si tratta di un compromesso tra il rischio sanitario e la necessità di andare avanti con la nostra vita quotidiana. Dobbiamo comunque garantire dei servizi fondamentali. Nei 4 o 5 potenziali contagiati ci sono anche forze dell’ordine, sanitari, autisti. Proprio in questi giorni abbiamo visto che sono state annullate delle corse (Fart e Tilo, ndr). La società non può essere paralizzata a causa di una quarantena di 10 giorni”.
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