
“L’energia è scarsa, non sprechiamola”. Questo l’appello del Consiglio federale fatto agli svizzeri lo scorso agosto. I confederati lo avranno seguito? A livello svizzero non sembra, almeno stando ai dati di consumo della rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica, secondo i quali a settembre la richiesta di energia sarebbe aumentata. E in Ticino? Ticinonews lo ha chiesto a Marco Bigatto, direttore generale di AIL.
Gli utenti di AIL hanno fatto registrare da settembre 2021 a settembre 2021 hanno fatto registrare un calo dei consumi del -3.13%, significa che i ticinesi stanno già cominciando a risparmiare?
Bisogna essere molto prudenti nel valutare queste cifre, le quali si riferiscono al mese di settembre, alle ultime settimane. Ci sono diversi fattori che concorrono nella determinazione di questi valori, dati che, magari, si neutralizzano a vicenda. La diffusione degli impianti fotovoltaici, ad esempio, porta ad una maggiore produzione di energia in loco, quindi ad una minore erogazione da parte di distributori locali. Anche la meteorologia è un aspetto da considerare perché influisce parecchio sull’erogazione di gas e di elettricità atti a riscaldare gli ambienti. Insomma, bisogna essere prudenti e non trarre delle conclusioni affrettate. Sarebbe bello poter correlare questa riduzione del 3% alla presa di coscienza dei consumatori in ambito di diminuzione dei consumi energetici, ma è presto per affermarlo con certezza. È vero che negli ultimi anni l’efficienza energetica di molti apparecchi è migliorata, basti pensare alle lampadine a LED, e i pannelli fotovoltaici si stanno diffondendo sempre di più. Tutto questo porta ad una minore richiesta di energia alla rete. Questo lo possiamo dire, questi sono i valori che misuriamo.
In base alle vostre stime è possibile caprie di quanto bisognerebbe ridurre i consumi per non avere troppi timori durante l’inverno?
Una riduzione del 15-20%, parlo sia del consumo di gas sia di quello di elettricità, potrebbe metterci “sul lato tranquillo”. In base ai calcoli fatti una riduzione di 1/5 ci porterebbe quasi a neutralizzare la dipendenza dall’estero di elettricità.
Siamo lontani da questo obiettivo?
Sì, siamo ancora lontani. I consumi sono scesi del 3% paragonando lo scorso mese di settembre, con lo stesso periodo del 2021. È anche difficile correlare questa riduzione agli inviti al risparmio. Quindi, come aziende, come settore e come Confederazione, dobbiamo sensibilizzare maggiormente la società sull’importanza di ridurre le temperature nelle case, di fare la doccia al posto del bagno, di scegliere le scale rispetto all’ascensore, di non lasciare le luci accese inutilmente ma di utilizzarle solo quando è necessario.

