
Il Consiglio di Stato ha pubblicato settimana scorsa un messaggio con il quale chiede al Consiglio di Stato di respingere la mozione presentata nel giugno 2014 da Daniele Caverzasio (Lega) per chiedere di ridurre la durata dei permessi G (frontalieri) da 5 a 1 anno.
Caverzasio proponeva di ridurre la durata di tali permessi, in modo da rivalutarli di anno in anno sulla base della legge di applicazione dell'iniziativa contro l'immmigrazione di massa.
Ma il Consiglio di Stato gli ricorda che in materia di entrata, di uscita, di dimora e di domicilio delle persone straniere "la Confederazione ha una competenza legislativa esclusiva".
"Di conseguenza, è escluso che il Canton Ticino, o qualsiasi altro Cantone della Confederazione, possa spontaneamente limitare la durata della validità dei permessi per questa categoria di lavoratori stranieri senza che la competente autorità federale non abbia prima modificato le relative norme" spiega il Consiglio di Stato.
L’applicazione della misura proposta dalla mozione "andrebbe a causare una forma di discriminazione dei lavoratori frontalieri dell’UE/AELS attivi nel nostro Cantone nei confronti dei lavoratori con il medesimo statuto attivi in altri Cantoni", scrive ancora il Governo.
In conclusione, "senza misconoscere la crescita esponenziale che ha interessato i lavoratori frontalieri e le importanti conseguenze sul mercato del lavoro indigeno che ciò ha comportato" il Consiglio di Stato – in considerazione dei motivi esposti in precedenza – ritiene che la richiesta postulata non possa essere assecondata e chiede pertanto che la mozione in esame sia respinta dal Gran Consiglio.
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