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Ambiente
Ridurre i rifiuti in Ticino e nel Varesotto: «Contaminarsi positivamente»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Si tratta del progetto Interreg Riduciti, lanciato da Caritas Ticino e provincia di Varese. Al via appuntamenti per la formazione e progetti di ricerca per lavorare sulla riduzione dei rifiuti dai due lati della frontiera.

4.7 e, rispettivamente, 2.3 milioni di tonnellate. Sono le montagne di rifiuti che vengono ancora prodotti in Ticino e in Lombardia in un anno. Malgrado i passi in avanti nel riciclo e nella differenziazione, nella prevenzione si può ancora fare molto. Per esempio comprando vestiti di seconda mano, noleggiando i propri strumenti o acquistando alimenti sfusi. Su questo tema interviene il nuovo progetto Riduciti, promosso da Caritas Ticino e dalla Provincia di Varese. Un’iniziativa che è partita dal capire cosa si sa, cosa si fa e cosa si può ancora fare dai due lati della frontiera. Dal lato italiano il progetto, cominciato con un sondaggio, è coordinato dalla provincia di Varese. Provincia che per la prima fase del progetto si è avvalsa della collaborazione di Ars Ambiente: «Ad esempio voi ticinesi siete dei campioni nel bere l'acqua del rubinetto, cosa che invece piace meno a noi varesini. Noi però ci distinguiamo di più ad esempio sulla riparazione, compriamo più cose usate. Insomma, pro e contro in entrambi i territori. L'idea di Riduciti è proprio quella di portare le best practices e di scambiarcele tra i due territori per  contaminarci positivamente», spiega l'esperta di prevenzione rifiuti Silvia Colombo.  

Formazione e informazione

La contaminazione virtuosa che si vuole fare tra i due lati della frontiera passa anche dalla divulgazione. In Ticino e nel Varesotto saranno proposte delle formazioni dedicate a professionisti, insegnanti e tecnici sulle buone pratiche da seguire. Con un obiettivo che è culturale, ma anche politico. «Su entrambi i territori sono proposti dei momenti di formazione, di informazione, di consapevolezza sulle buone pratiche, che verranno organizzate con degli esperti del settore. Ciò a favore di tecnici comunali, cantonali, che possano acquisire maggiori competenze di quelle che già hanno per poi influenzare anche la politica, i comuni, i cittadini e le cittadine perché queste buone pratiche possano essere maggiormente conosciute e messe in pratica per la riduzione dei rifiuti», spiega il vicedirettore di Caritas Ticino Marco Fantoni. 

La ricerca: pannelli isolanti dai tessuti

Tra i suoi momenti formativi Riduciti propone occasioni più informali, come workshop o appuntamenti teatrali, ma anche la possibilità per le aziende di ottenere una certificazione. Fermo restando che gli appuntamenti sono aperti a tutti, come rivolte a tutti saranno le campagne d’informazione in programma. C’è anche però la ricerca: la SUPSI, con il suo hub di costruzione circolare, è partner di Riduciti. «In questo progetto analizziamo le condizioni di applicazione di un materiale isolante fatto con i tessuti di scarto che Caritas, capofila svizzero, non riesce più a valorizzare nella sua filiera di rivendita. Quindi c'è uno scarto di tessuto, c'è un rifiuto tessile in Ticino e abbiamo visto che questo materiale può essere usato per fare pannelli isolanti», spiega il docente e ricercatore SUPSI Carlo Gambato.