
Si torna a parlare dell'opportunità di ridurre il numero di deputati del Gran Consiglio ticinese da 90 a 60.
La proposta, avanzata da Donatello Poggi nel 2013 tramite una petizione, è stata recentemente bocciata dalla maggioranza della Commissione costituzione e diritti politici, che in vista del dibattito parlamentare di giugno ha elaborato un rapporto contrario alla riduzione dei deputati. Vi sarà però anche un rapporto di minoranza, redatto dal commissario leghista Boris Bignasca, favorevole alla misura.
Lo stesso Bignasca presenta oggi pure un'iniziativa parlamentare che ha il medesimo obiettivo: diminuire il numero di deputati da 90 a 60.
"Il numero dei deputati del Legislativo cantonale ha subito una costante evoluzione e modifica a seguito di cambiamenti politici e sociali. Per lungo periodo comunque il numero di deputati del Parlamento cantonale è rimasto invariato, a quota 65 deputati (dal 1922 al 1970)" scrive Bignasca. "In generale si può notare come stia avvenendo a livello nazionale una netta diminuzione del numero di parlamentari in diversi Cantoni e inoltre già diversi Cantoni constano di un numero di deputati inferiore al nostro (Appenzello Esterno 65, Uri 64, Glarona, Nidvaldo, Giura e Sciaffusa 60, Obvaldo 55, Appenzello Interno 49)."
"La diminuzione del numero di parlamentari presenterebbe innumerevoli vantaggi, a favore sia dei lavori parlamentari che dei contribuenti" prosegue Bignasca, secondo cui si migliorerebbero la rapidità e l'efficienza del Parlamento, si risparmierebbero soldi e si snellirebbero le procedure.
"Ridurre il numero di deputati da 90 a 60 provocherebbe dunque dei vantaggi tangibili a favore dei cittadini e dell'attività del parlamento ticinese, con un adeguamento alle sfide della nostra epoca e alle esigenze dei cittadini" scrive Bignasca. "Tale riduzione porterebbe con sé, di conseguenza, anche a un calo del numero di membri delle commissioni parlamentari."
"Alla luce dei mutamenti sociali, politici ed economici che caratterizzano la nostra epoca e tenendo conto delle istanze della popolazione e dell'esigenza di risposte rapide ed efficienti che si possono concretizzare solo con un Parlamento snello," il deputato leghista propone quindi di modificare la Costituzione cantonale introducendo il numero di 60 rappresentanti in Gran Consiglio.
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