
La manifestazione di protesta dei dipendenti della NLM avvenuta nel pomeriggio a Locarno, ha dato la possibilità ai lavoratori - una volta di più - di fare sentire la propria voce. Due in particolare sono stati gli interventi del personale coinvolto, sono quelli di Tiziana Barro e Gianluca Carini.
"Dopo una settimana di sciopero siamo convinti e coscienti che lo sciopero è l’ultima possibilità che ci è rimasta per farci ascoltare e difendere il nostro lavoro - ha affermato Tiziano Barra -. È importante ricordare che i licenziamenti non toccano solo il personale della NLM ma anche le 3 addette al servizio bar di bordo, i servizi di pulizia a bordo, il personale delle biglietterie di terra". Il dipendente si è poi soffermato sulla Concessione che permette alla NLM di esercitare la navigazione pubblica in Svizzera: "Le modifiche apportate a questa Concessione da poco rinnovata a fine 2016, hanno indotto la NLM a gettare la spugna e a licenziare tutto il suo personale svizzero. E noi, non abbiamo voce in capitolo".
"Ci è stato detto che stanno lavorando alla creazione di un nuovo servizio di navigazione, ma a tutt’oggi non ne sappiamo ancora nulla. Probabilmente siamo vittime di altri interessi che vengono giocati dietro le quinte". E riguardo le autorità ha affermato: "Vorremmo poter ringraziarle per la solidarietà, la trasparenza, il sostegno, ma .. mancano i presupposti". E ha concluso con un appello: "Ridateci il nostro lavoro per noi e per le nostre famiglie".
Gianluca Carini, dopo una parte introduttiva sulla quotidianeità della sua attività lavorativa, è andato dritto al punto: "Abbiamo delle responsabilità verso le nostre famiglie, verso i nostri clienti che trasportiamo con competenza professionale e gentile ospitalità. Insomma siamo un servizio di pubblica utilità. Ora, come un fulmine a ciel sereno ci tolgono il nostro lavoro, il nostro salario. Perché? Fateci capire perché?"
Il dipendente della NLM ha poi aggiunto: "Faccio un appello a coloro che, comodamente, siedono sulle loro poltrone. Basta con queste inutili e ridicole promesse. Dimostrate, finalmente, di essere all’altezza del ruolo che rappresentate. Fate qualcosa di concreto e responsabile subito, adesso, per salvare il nostro lavoro e il futuro delle nostre famiglie e quello dei nostri figli. Sennò, cari signori che comodamente state seduti sulle vostre poltrone, sarete costretti a fare i conti con la vostra coscienza".
Entrambi hanno poi voluto ringraziare tutti coloro i quali hanno prestato aiuto ai dipendenti per la difesa del posto di lavoro, tra i quali i sindacati, colleghi di altri laghi svizzeri e media.
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