Morcote
Ricrescono gli spaghetti sulla pianta, il sindaco: "Merito anche della meteo"
© Morcote
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Redazione
20 giorni fa
La pianta di Morcote dopo 67 anni ha nuovamente prodotto i suoi spaghetti grazie "alle condizioni climatiche favorevoli", ha spiegato il sindaco che invita la popolazione "a una piccola festa per un assaggio".

"Dopo decine di anni l'albero è riuscito di nuovo a produrre i suoi frutti. La pianta è sempre stata accudita con cura, ma purtroppo da anni non regalava più alcun raccolto". Così Giacomo Caratti, sindaco di Morcote, commenta a Ticinonews la fioritura dell’albero degli spaghetti di Morcote, avvenuta qualche settimana fa al parco Scherrer. Un fenomeno che "non accadeva dagli anni Sessanta, ritornato d’attualità grazie alle temperature miti registrate questo inverno, alla scomparsa del coleottero killer denominato 'punteruolo degli spaghetti' e alla posizione strategica del borgo Luganese", spiega il Comune in una nota.

Condizioni climatiche favorevoli che hanno permesso all’albero di rifiorire, regalando così alla popolazione un frutto a km 0 che “valorizza sia il territorio, sia le tavole degli appassionati di gastronomia” e quelle del comune. "Faremo sicuramente una piccola festa con un assaggio alla popolazione", conclude Caratti, ricordando che quella degli spaghetti non è l'unica specie autoctona, ma "sotto la Chiesa di Santa Maria del Sasso, cresce la pianta del cappero" ed è presente l’Agave, che solo un paio di anni fa è fiorito per la prima volta.

"Venite tutti a provarli"

Dopo l’autorizzazione da parte degli esperti, a Morcote è stato concesso il raccolto di una piccola quantità di spaghetti, la cui qualità è risultata eccellente. "Questi spaghetti sono assolutamente da provare", commenta Massimo Suter, presidente di GastroTicino. "È un prodotto a km 0 che non può mancare sia nelle case sia nella ristorazione, quindi invito tutti a venire a provarli". Per tutti coloro che riusciranno a mettere le mani su questi spaghetti il presidente, per gustarli al meglio, consiglia di "esaltarlo abbinandolo a una carne di qualità, come può essere quella di vitello o di manzo. Ingredienti e sapori che manderanno in visibilio le papille gustative".

Una fioritura che mancava dal 1957

Morcote ha riscoperto una “leggenda del Ceresio” che nel 1957, sottolinea il Comune, "fu oggetto di un reportage della BBC dedicato al Festival del raccolto degli spaghetti. Un documentario che andò in onda nel programma 'Panorama' e venne visto da oltre 8 milioni di telespettatori. Una pianta che “iniziò a fiorire agli inizi degli anni ‘50 e smise di dare i suoi frutti intorno al 1960, da quando l’industria della pasta iniziò a produrre, a costi più bassi, un prodotto simile, portando questo frutto naturale a finire nei dimenticatoi", restando solo una sorta di leggenda di Paese. L’operazione di raccolta degli spaghetti "avveniva in tutta fretta, per paura che un’improvvisa gelata ne potesse rovinare il sapore", precisa il Comune. "Gli spaghetti venivano seccati al sole, come dimostra il video della BBC, per poi essere confezionati e consegnati nelle mani dei ristoratori morcotesi affinché si potessero gustare in tutta la loro fragranza e freschezza". Una tradizione che ora, a distanza di quasi sette decenni, la popolazione locale e non solo potrà rivivere.

Un albero protetto

Oggi, specificano le autorità comunali, “l’albero degli spaghetti di Morcote è protetto in quanto è l’unico esemplare rinvenuto in Ticino. Biologici e botanici arrivati da tutta la Svizzera si stanno occupando da tempo di analizzare la pianta e solo ora è stata concessa la possibilità di diffondere questa straordinaria notizia”.

Una testimonianza dal passato

Il fenomeno della fioritura degli spaghetti ha riportato alcuni abitanti di Morcote a rivivere emozioni e sensazioni che ormai si erano assopite nel tempo. "Negli anni 50 si erano fatte delle feste e tantissimi inglesi erano venuti in Ticino, io ero un ragazzino ma mi ricordo ancora quella festa lì. Un fatto piuttosto curioso, perché é raro che degli spaghetti crescano su un albero", ci racconta Peppino Ardizio, per tutti Pepo. "Si trattava di una specie di festa campestre dove c'erano spaghetti per tutti. Un prodotto che non era come quello che si trova al supermercato e che lascerà a bocca aperta chi non l'ha mai visto".