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Ticino
Ricoveri in aumento: “Preoccupa l’autunno”
Immagine © CdT/Chiara Zocchetti
Immagine © CdT/Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
5 anni fa
Christian Garzoni parla dell’aumento delle ospedalizzazioni registrato oggi e sugli scenari dei prossimi mesi. Invece, sulla paventata “super variante”: “Le varianti sono normali, come per l’influenza si adatterà il vaccino”.

Oggi in Ticino si è registato un aumento di 13 ospedalizzati rispetto a venerdì, con il numero totale dei ricoveri che è salito a 32. Un aumento preoccupante che sembra confermare la forte diffusione della variante Delta e aumenta i timori per l’autunno. Timori da cui non è immune Cristian Garzoni, intervistato da Teleticino: “Sta accadendo quello che sembrava normale accadesse: l’aumento dei contagi sta causando, con un certo ritardo, un aumento dei ricoveri. La cosa non mi stupisce, in realtà avrei preoccupazioni sul lungo periodo: se in estate, che è una situazione con minor diffusione del virus, i numeri aumentano io ho apprensione per l’autunno, dove le cose si potrebbero mettere male”.

I rientri dalle vacanze che effetto hanno su questo aumento?
“Sappiamo che buona parte dei contagi documentati in questo periodo sono importati dall’estero. Sappiamo anche che le vacanze estive vanno fino a metà settembre. Da lì in avanti si diminuiranno i casi importati ma la gente starà più in casa, controbilanciando negativamente questo flusso”.

In Svizzera interna si parla di test regolari nelle scuole, da noi si pensa solo a un obbligo della mascherina per le prime due settimane, che decadrebbe poi per i vaccinati o guariti. Per le sono misure sufficienti?
“Si può sempre fare di più, io penso che questo sia un compromesso abbastanza ragionevole. Sappiamo che le classi hanno comunque imparato come comportarsi ma dobbiamo già dirlo: ci sono delle classi che andranno in quarantena perché questo virus c’è e ci sarà anche con la ripresa della scuola”.

Ieri un ricercatore del politecnico di Zurigo ha messo in guardia sull’arrivo di una possibile “super variante” del coronavirus. La vede come un’ipotesi verosimile?
“Trovo che questo genere di uscite sia molto fastidioso e rischi di creare allarmismo oltre che il fenomeno dell’”al lupo al lupo” che fa abbassare la guardia. Noi sappiamo che il virus muta e fare generare varianti, non ci sono elementi oggi per dire che ci sia una nuova super variante documentata sul territorio, stiamo vivendo e stiamo sorpassando la variante Delta e succederà sicuramente che arriveranno nuove varianti che magari – speriamo di no -saranno più appiccicose o più aggressive. Però continuare a parlare di queste potenziali future varianti rischia solo si creare false paure: noi sappiamo che ogni anno arriva una nuova variante dell’influenza e ogni anno abbiamo un nuovo vaccino che ci protegge. Quindi a una nuova variante seguirà un adattamento del vaccino, se necessario, e questa resta la via d’uscita dalla pandemia: il vaccino”.

Lei ha detto di essere preoccupato in previsione dell’autunno, ma quindi pensa che passeremo un autunno-inverno come lo scorso anno, nonostante i vaccini?
“Bisogna essere chiari: abbiamo imparato tutti che fare previsioni a lungo termine è estremamente difficile. Quest’anno abbiamo dalla nostra il vaccino ma abbiamo purtroppo un terzo della popolazione ticinese che non si è vaccinata e purtroppo gli ospedali sono pieni soprattutto di persone non vaccinate. Quando arriverà l’autunno il rischio di ammalarsi sarà più alto e se ipoteticamente moltiplichiamo per 10 i contagi attuali (contando che la scorsa estate avevamo spesso zero casi e zero ricoveri) e si trattasse soprattutto di persone non vaccinate sarebbe un peccato. La società si sta giocando la possibilità di uscire dal tunnel con le proprie mani”.

Ci sono ancora molti scettici, anche tra i nostri ascoltatori, sul grado di protezione del vaccino. Vaccinarsi ha senso?
“Ha molto senso. Anche se è arrivata la variante Delta i vaccini disponibili in Ticino sono efficaci contro le varianti, magari non il 97% come con il virus originale ma la protezione resta superiore al 90%, quindi un vaccinato ha quasi 10 volte la protezione di un non vaccinato”.

Sono un problema le fake news diffuse in rete, in merito a quest’argomento?
“Sono un grosso problema e non va banalizzato. Le persone che crea e diffonde fake news sono responsabili della difficoltà della popolazione di avere chiarezza sui vaccini e a volte spingono anche le persone a non vaccinarsi, dunque avremo anche dei morti a causa di fake news. Non si tratta di bagatelle”.

Mercoledì il Consiglio federale si riunirà per decidere eventuali nuove misure. Quello che sembra scontato è che da ottobre i tamponi per asintomatici verranno resi a pagamento, cosa ne pensa?
“È una decisione molto politica: si vogliono favorire le aperture solo per chi è vaccinato, ha senso perché un vaccinato è meno pericoloso per gli altri rispetto a chi non è vaccinato. E chi è vaccinato potrebbe chiedersi che senso ha continuare a pagare i tamponi per chi non è vaccinato. Poi appunto si tratta di considerazioni politiche”.

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