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Sanità
Ricoveri Covid in rialzo: al San Giovanni ci si riorganizza
Immagine Ticinonews
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Daniele Coroneo
4 anni fa
L'incremento delle ospedalizzazioni legate al Covid delle ultime settimane fa sentire i suoi effetti sulle attività in corsia, fra aumento del carico di lavoro e trasferimenti di pazienti previste da riorganizzazioni operative.

Nonostante il leggero calo di questi sette giorni, in Ticino la tendenza delle ultime settimane di contagi e ospedalizzazioni è al rialzo. Aumenta quindi il carico di lavoro negli ospedali, che devono così riorganizzarsi. È il caso del San Giovanni di Bellinzona, che un paio di settimane fa ha rivisto la disposizione dei propri reparti per rispondere all'aumento dei ricoveri. Nei nosocomi di Faido, Acquarossa e San Giovanni, che costituiscono l’Ospedale regionale Bellinzona e Valli, complessivamente oggi è ricoverata, con o per Covid, una quarantina di pazienti.

 "Abbiamo dovuto spostare i pazienti di medicina non Covid dal nostro reparto in altri", ci spiega Teresa Landino, infermiera. Il reparto di cui è capo (il Medicina 3 al San Giovanni) è stato riconvertito in reparto Covid. "Questi trasferimenti creano stress nei pazienti, come nei curanti. Anche i colleghi attivi nei reparti non Covid subiscono un aumento del carico di lavoro".

Punti di riferimento persi

I trasferimenti da un reparto all’altro possono toccare, a Bellinzona, fino a 6-7 pazienti in un giorno. Non si tratta però di una situazione ideale: "Quando i pazienti sono costretti a essere trasferiti perdono i riferimenti sviluppati durante il corso della degenza", commenta Landino. "Ci sono pazienti trasferiti anche dopo una settimana, nella quale si è creata una certa fiducia con gli infermieri e l'équipe medica. Per fortuna solitamente troviamo comprensione".

"Con" e "per" Covid

Non tutti i pazienti contagiati con il coronavirus sono però ricoverati nel reparto Covid. Anzi: nemmeno tutti i degenti conteggiati come ospedalizzati Covid sono in realtà ricoverati a causa del virus. Sempre più spesso – ci viene spiegato – vengono individuati dei casi dai tamponi eseguiti sui pazienti in ingresso in ospedale, i quali non presentano i tipici sintomi del virus. "Accade che dei pazienti contagiati rimangano nel reparto di origine", in base a ciò di cui necessitano sul piano clinico. "In ogni caso - prosegue Landino - questi ricoverati vanno in isolamento, separandoli dai pazienti non Covid, pur restando nei reparti di questi ultimi".

Impedire la diffusione del virus in corsia

Sebbene in isolamento, oggi a Bellinzona circa la metà degli ospedalizzati Covid è in reparti non Covid. Nonostante i cambiamenti organizzativi, a non mutare è la presa a carico. "Il lavoro al letto del paziente rimane lo stesso, sia per i pazienti Covid, sia per quelli non Covid", illustra Lara Righettoni, infermiera caposettore di Medicina nel nosocomio della Capitale. Si sono però tornate a vedere in maniera estesa le mascherine, che recentemente sono tornate obbligatorie per tutti, visitatori inclusi. L'ospedale è uno spazio con sue regole, diverse da quelle in vigore all'esterno. L'obiettivo di queste misure "rimane impedire la diffusione del virus fra le corsie. All'interno degli ospedali è quindi necessario indossare la mascherina", ribadisce Righettoni. "Il Covid c'è. Dobbiamo tutelare collaboratori e pazienti".

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