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Ticino
Ricorso su due misure del preventivo: cosa succede ora?
© CdT/Chiara Zocchetti
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Redazione
3 anni fa
Referendum possibile sì o no? Il Tribunale federale dovrà valutare un ricorso di Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta, che denunciano la non referendabilità di due misure del preventivo. Quali quindi le possibilità di successo del ricorso e quali le conseguenze? Secondo l’avvocato Filippo Gianoni decisivo sarà stabilire di che tipo di spesa si tratta.

Manuele Bertoli e Raoul Ghisletta vorrebbero che il popolo potesse esprimersi con un eventuale referendum sui risparmi nel settore dell’asilo e sulla mancata sostituzione del 20% del personale cantonale partente. Ma la domanda, a questo punto, riguarda se si possono sottoporre o meno a referendum degli articoli del preventivo. Secondo il Gran Consiglio la risposta è no, ma per Bertoli e Ghisletta è sì. Anzi – a loro avviso - impedendo il voto popolare, il Parlamento avrebbe violato un diritto costituzionale. Da qui il loro ricorso presentato ieri al Tribunale federale. Una questione, quella della referendabilità del preventivo, che aveva già fatto discutere nell’aula parlamentare e dove la presidente Nadia Ghisolfi si era fatta portavoce dell’Ufficio presidenziale, affermando che “il decreto legislativo sul preventivo non è sottoponibile a referendum”. Ticinonews ne ha quindi parlato con l’avvocato Filippo Gianoni.

Spese vincolate e spese nuove

Quanto affermato da Ghisolfi “è parzialmente giusto, perché di per sé il preventivo – che è uno strumento dell’Amministrazionenon è referendabile in quanto tale”. Tuttavia, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, “se nell’ambito del decreto esecutivo che approva il preventivo si introducono delle spese, queste soggiacciono al referendum finanziario, facoltativo o obbligatorio”. Questo perché, in caso contrario, “sarebbe troppo facile far adottare al Parlamento delle spese nell’ambito del decreto esecutivo del preventivo, sfuggendo così al referendum e impedendo così ai cittadini di esercitare i loro diritti politici garantiti dalla Costituzione”. Due misure che, potenzialmente, potrebbero quindi essere sottoposte a referendum? “Di principio sì, ma bisognerà poi valutare se queste spese sono vincolate oppure nuove”, ci dice sempre Gianoni, il quale ha spiegato che le spese vincolate sono quelle previste dalla legge o si impone perché rientra nei compiti generali dell’Amministrazione. Quelle nuove sono invece quelle che prevedono nuove spese, “come ad esempio il caso recentemente votato dal Gran Consiglio della Città della giustizia”. Riassumendo, una spesa vincolata non è referendabile. Una nuova, invece, sì.

La portata del ricorso

Gianoni, che si occupa di diritti pubblico, ci ha poi aiutati a capire la portata di questo ricorso, chiedendogli se il preventivo, nel suo insieme, rischia di saltare. “A mio avviso no. Il Tribunale federale, in caso di accoglimento del ricorso in questione, eliminerebbe solamente quelle due misure. Ma non il preventivo nel suo complesso”. Bertoli e Ghisletta hanno chiesto l’effetto sospensivo per i tagli all’asilo e la parziale non sostituzione del personale. Una decisione in questo senso del Tribunale federale dovrebbe giungere entro 15-20 giorni, spiega Gianoni. Sospensione o meno, sulla validità delle due misure i giudici di Mon Repos potrebbero esprimersi – stima l’avvocato – in 6 mesi.

Possibilità di successo

Ma quali sono le possibilità di successo del ricorso? “Ho l’impressione, ma è solo un mio avviso, che la prima misura – quella sull’asilo – ha carattere vincolato”. E quindi non sarebbe referendabile. In altre parole, rimarrebbe in vigore. La partita sembrerebbe però più aperta sulla non sostituzione del 20% del personale partente. “Si potrebbe dire che questo rientrerebbe nei compiti generali dello Stato e imposto allo Stato, ed è pure una spesa vincolata. Tuttavia, è possibile sostenere che ci troviamo in tempi straordinari, e sappiamo cosa sono i problemi finanziari. Quindi, è una spesa nuova e in quanto tale referendabile”. Ma c’è una riserva da fare: “non si indica quali sarebbero i risparmi, e questo è importante per sapere se si raggiungono i limiti previsti dalla legge finanziaria sullo Stato per referendum finanziario facoltativo o obbligatorio. E questa è una questione che resta aperta”, ha concluso l’avvocato.