
La pianificazione intercomunale del Pian Scairolo non convince alcuni cittadini e l'Associazione Traffico e Ambiente. "Dannosa e contraria alle norme ambientali e pianificatorie" questo, in sostanza, il giudizio dei Cittadini per il territorio e dell'ATA.
La Sezione della Svizzera italiana dell'ATA e 13 cittadine e cittadini direttamente toccati hanno inoltrato un dettagliato ricorso al Consiglio di Stato contro la proposta pianificatoria. Come hanno comunicato martedì i ricorrenti, la nuova pianificazione porta a uno sviluppo eccessivo degli insediamenti: "Né le infrastrutture stradali, né tanto meno i trasporti pubblici, saranno in grado di far fronte al traffico generato da un nuovo sviluppo della zona, dove già oggi di giorno gli ingorghi sono praticamente costanti e i mezzi pubblici circolano sovente con importanti ritardi."
Il raddoppio dell'edificazione come previsto dal nuovo piano regolatore intercomunale, secondo i ricorrenti "porterebbe la situazione al collasso, farebbe aumentare l'inquinamento in una zona già oggi sopra i limiti di legge e non dà garanzie per una fascia verde lungo il riale Scairolo. Il prevedibile aumento del traffico a Lugano sud e sul Pian Scairolo si ripercuoterebbe negativamente sulla viabilità di gran parte del Luganese. Il Piano regolatore intercomunale del Pian Scairolo (PR-CIPPS) dei Comuni di Collina d'Oro, Grancia e Lugano propone di "dezonare" i terreni sulla sponda destra del riale Scairolo, adibendoli a zone "edificabili, ma non costruibili". Anche questa misura, voluta per compensare l'aumento degli indici edificatori sull'altro lato, si rivela tuttavia illusoria. Nella supposta area verde, anche qualora non fosse altrimenti edificata, si potrebbero infatti insediare superfici di vendita, per esempio di automobili, garden center o depositi all'aperto, per esempio di ditte di costruzione. Questa opzione "innovativa" va al di là dell'immaginabile: permette di sfruttare il terreno e nel contempo di venderne gli indici."
"Il troppo stroppia"L'intenzione del PR-CIPPS di aumentare di un quarto l'estensione delle superfici di vendita esistenti secondo Cittadini per il territorio e ATA "viola addirittura, senza giustificazione, il limite fissato dalla scheda R8 del Piano direttore cantonale. L’estensione è indesiderata perché accresce, oltre i limiti sopportabili, il traffico prodotto e perché fa forte concorrenza alle attività del centro città, contribuendo alla sua decadenza economica". Secondo i ricorrenti, la misura non è dunque sostenuta da sufficienti ragioni di interesse pubblico: "Le condizioni attuali della viabilità e dell'inquinamento atmosferico nel comprensorio del Pian Scairolo non permettono di autorizzare nuove edificazioni o di densificare gli insediamenti esistenti. Secondo le regole della pianificazione territoriale, non resta più accesso sufficiente, l’urbanizzazione è colma, le riserve sono esaurite, pur considerando la nuova viabilità prevista dal PR-CIPPS."
Anche la proposta di creare due zone (AL1 e AL2) per insediarvi un numero rilevante di addetti (3500) contrasta per i ricorrenti con il principio dell'accessibilità sufficiente e con il principio di pianificare i posti di lavoro prioritariamente in luoghi dotati di una rete adeguata di trasporti pubblici. Inoltre, In testa all'area del Pian Scairolo il PR-CIPPS vuole realizzare un centro congressuale, fieristico e direzionale di rilevanza regionale, denominato Porta Sud, centro che si aggiunge e fa concorrenza a iniziative analoghe promosse dalla Città. Pure in questo caso, a mente dei ricorrenti, la proposta non è sostenuta da un dimostrato interesse pubblico e la scelta non è stata sufficientemente ponderata.
Le previsioni del PAL2Secondo l'ATA e i Cittadini del territorio, una pianificazione come il PR-CIPPS non può dunque essere approvata, poiché comporta numerose e gravi violazioni delle norme giuridiche e durante l'iter pianificatorio sono stati commessi troppi errori. La verifica dell'impostazione regionale alla base del progetto PR-CIPPS, è avvenuta nell'ambito del PAL2 (2012), ed è stata negativa su tutta la linea: aumento delle congestioni stradali, aumento dell'inquinamento atmosferico, nessun miglioramento del rapporto d'uso dei trasporti pubblici, nessun freno alla dispersione degli insediamenti, costi enormi (600 milioni di franchi). Ma l'analisi del PAL2 e le indicazioni risultanti sono restate inascoltate, il PR-CIPPS ha proseguito la sua procedura sino alla fine.
Spetterà ora al Consiglio di Stato, in prima istanza, valutare le critiche dei ricorrenti. "Sarebbe buona cosa se questa sua analisi lo portasse a rivedere il Piano direttore - chiosano i ricorrenti - la cui impostazione sta purtroppo alla base del contestato PR."
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