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Ticino
Ricorso contro la mancata concessione del rosario in piazza
Ricorso contro la mancata concessione del rosario in piazza
Ricorso contro la mancata concessione del rosario in piazza
Redazione
8 anni fa
Helvetia Christiana propone due date alternative al Municipio di Lugano. "Da una maggioranza leghista non ce l'aspettavamo"

Helvetia Christiana ha fatto sapere oggi di aver proposto due altre date per la recita di un rosario in una piazza di Lugano in difesa - si legge nella nota dell'associazione - "della dottrina cattolica, dei valori cristiani e in riparazione dei peccati". Si tratta del 28 luglio o del 4 agosto, tra le 14 e le 18, come riporta il Corriere del Ticino.

Se inizialmente l'associazione aveva dichiarato di voler riunirsi durante i giorni del Pride, la manifestazione prevista in città dal 28 maggio al 3 giugno e organizzata dall'Associazione LGBT (che sta per lesbiche, gay, bisessuali e transgender), ora fa sapere però di aver proposto queste due date alternative.

Nel ricorso, Helvetia Christiana lamenta la carente motivazione della decisione municipale: "il Municipio di Lugano ha rifiutato la domanda in sostanza in quattro righe stringate". Stando all'associazione, "il Municipio di Lugano non ha rispettato la giurisprudenza (...) scordandosi che nell'ipotesi in cui la persona richiedente agisca nell'esercizio dei diritti costituzionali, come la libertà di espressione e di religione, esiste un "diritto condizionale" all'uso di una piazza.

Soltanto in presenza di imperiose ragioni di sicurezza o di ordine pubblico l'Ente pubblico potrebbe negare l'autorizzazione". Helvetia Christiana ritiene che il Municipio non abbia mai messo in evidenza simili problemi, ma "ha negato il permesso solo per esclusivi motivi politici e ideologici".

Helvetia Christiana ha criticato anche le affermazioni - definite "errate" - del sindaco Marco Borradori e del municipale Lorenzo Quadri. "Helvetia Christiana è un'associazione che difende la dottrina bimillenaria della Chiesa cattolica, e non è né razzista, né xenofoba né tantomeno "omofoba"", si legge nella nota.

Infine, dall'associazione arriva una stoccata alla Lega: "Sorprende che sia proprio un Municipio a maggioranza leghista ad allinearsi in modo esplicito al cosiddetto "pensiero unico", denigrando coloro che non la pensano ugualmente, e adottando metodi di cui loro stessi lamentano di essere sistematicamente vittime".

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