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"Ricorsi evasi in 10 giorni e gratis"
"Ricorsi evasi in 10 giorni e gratis"
"Ricorsi evasi in 10 giorni e gratis"
Redazione
11 anni fa
Ghisletta, Denti, Fonio, Giudici, Morisoli e Rückert chiedono maggiore celerità per i ricorsi in materia elettorale

I ricorsi in materia elettorale devono essere evasi entro al massimo 10 giorni e in modo gratuito.

È quanto chiede l'iniziativa parlamentare presentata oggi da Raoul Ghisletta (PS), Franco Denti (Verdi), Giorgio Fonio (PPD), Andrea Giudici (PLRT), Sergio Morisoli (La Destra) e Amanda Rückert (Lega).

L'iniziativa, spiegano Ghisletta e compagni, trae spunto da un caso concreto.

"In occasione del referendum popolare comunale contro il PTL/PAL 2 i promotori hanno chiesto di raccogliere firme negli ecocentri della Città di Lugano" scrivono. "La richiesta è stata rigettata dal Municipio di Lugano e quindi si è avviata una procedura ricorsuale. Per avere una decisione celere i promotori avevano chiesto una misura cautelare. Tale richiesta è stata respinta dal Presidente del Consiglio di Stato (con tanto di riscossione di spese) e confermata dal TRAM (senza riscossione di spese). La Corte cantonale ha in sostanza concluso che in tali procedure non è possibile chiedere misure provvisionali, poiché in caso contrario si anticiperebbe il giudizio di merito. Intanto i termini per raccogliere le firme sono scaduti senza che vi sia stata una decisione di merito da parte del Consiglio di Stato."

"Il problema è serio e va approfondito" secondo gli iniziativisti. "Soprattutto in caso di un referendum, i termini per raccogliere le firme sono estremamente corti (45 giorni per le questioni cantonali e comunali); ma i termini sono limitati anche in caso di iniziativa popolare (60 giorni per le questioni cantonali e 90 per quelle comunali). È quindi necessario ottenere una decisione in tempi molto celeri, considerato anche che il lancio di iniziative avviene spesso poco prima di un’elezione o di una votazione in modo da sfruttare l’occasione per raccogliere firme davanti ai seggi: da un lato il diritto alla via giudiziaria (art. 29a Cost.) deve essere concretizzato e non rimanere un concetto solo teorico, da un altro lato le autorità amministrative devono essere coscienti che vi sia un controllo effettivo."

"In occasione di simili procedure l'autorità di ricorso non dovrebbe dilungarsi in scambi di scritti oltremodo lunghi, ma dopo un breve termine (tre giorni) statuire subito" scrivono ancora Ghisletta e compagni. "A ben vedere sarebbe forse ancor meglio, vista l'urgenza, prevedere un ricorso diretto al giudice, ossia al TRAM (si lascia alla Commissione della legislazione compiere le proprie valutazioni). Tutto questo per garantire al meglio la tutela della giustizia."

Riprendendo l'art. 79 cpv. 1 Legge federale sui diritti politici, l'iniziativa intende quindi inserire nella LPAmm un termine massimo di 10 giorni per decidere le questioni in materia di diritti politici: "ciò è necessario soprattutto in caso di decisioni nelle more della raccolta di firme o di una votazione o un'elezione" sottolineano gli iniziativisti.

"Per prassi del TRAM tali ricorsi sono decisi senza spese" scrivono ancora Ghisletta e compagni. "Si tratta di una prassi corretta per molteplici motivi. Da un lato chi agisce a tutela dei diritti politici, raramente difende un interesse proprio e personale. Da un altro lato tale agevolazione permette di garantire un controllo giudiziario effettivo. Le autorità amministrative non possono così speculare sul rischio dei costi per evitare una procedura. È opportuno codificare tale prassi. La pratica ha già dimostrato che questa agevolazione non ha un'influenza particolare né sulle casse dello Stato, né sulla mole di lavoro del TRAM. Ci sembra pertanto auspicabile chiarire le regole applicabili e migliorare le procedure."

Per questa ragione con la loro iniziativa parlamentare elaborata chiedono "che in materia di procedure riguardanti votazioni ed elezioni popolari, nonché la raccolta di firme per referendum e iniziative popolari l'autorità competente decida al più tardi entro dieci giorni dalla presentazione della domanda o del ricorso" e che "in materia di procedure riguardanti votazioni ed elezioni popolari, nonché la raccolta di firme per referendum e iniziative popolari non siano prelevate spese processuali. In caso di ricorso temerario o contrario alla buona fede, le spese possono essere addossate al ricorrente."

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