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Ticino
Ricorre contro un articolo, perde al Tribunale federale
Ricorre contro un articolo, perde al Tribunale federale
Ricorre contro un articolo, perde al Tribunale federale
Redazione
9 anni fa
Un ticinese ha contestato, tardivamente, un articolo della RSI, del CdT e di Ticinonews su un episodio del Rabadan

Il Tribunale federale dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un ticinese che il 29 aprile scorso aveva impugnato dinanzi all'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR) un articolo pubblicato dalla RSI il 10 novembre 2016 sul proprio sito, intitolato "Condannato per una sberla", un secondo articolo pubblicato sul sito cdt.ch del Corriere del Ticino lo stesso giorno intitolato "Rabadan, condanna per violenza", gli aggiornamenti dell'8 e 10 febbraio 2017 delle citate notizie online nonché un articolo pubblicato sul nostro portale di informazione il 10 novembre 2016, che riportavano una condanna per lesioni semplici in seguito a un episodio di violenza avvenuto durante il carnevale bellinzonese del Rabadan 2015, nel quale era rimasto coinvolto in qualità di vittima di un'aggressione (vedi articolo suggerito).

Il 31 agosto 2017 l’AIRR, dopo aver precisato che oggetto di giudizio poteva essere unicamente l'articolo online della RSI del 10 novembre 2016, ha respinto in ordine e nel merito il suo ricorso. Il ricorrente riteneva che si potesse risalire alla sua identità in base alle informazioni contenute nell'articolo.

Il 9 gennaio 2018 l’uomo ha impugnato, oltre a decisioni emanate in diverse date dalla Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino, la citata decisione dell'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR chiedendo che le varie cause avviate fossero riunite in un "unico numero incarto" da trattare come ricorso ordinario simultaneo in modo da non dover "pagare più tasse di giustizia per poi ricevere delle sentenze che rappresentano un diniego procedurale attestante solo deficienza giudiziaria".

La richiesta, che secondo la Corte "rasenta la temerarietà”, è stata respinta. Per ovvi motivi procedurali e di chiarezza le diverse  procedure, che coinvolgono anche parti differenti, sono state disgiunte e trattate separatamente. "Nel caso concreto il ricorrente ha contestato quattro diverse decisioni concernenti materie e parti distinte, le quali possono essere impugnate solo separatamente e solo con ricorsi ordinari - hanno spiegato dai giudici di Mon Repos - per cui una congiunzione delle cause non entra in considerazione”.

Affrontando il ricorso contro la decisione dell'AIRR, i giudici hanno ricordato che il ricorso contro una decisione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione querelata, termine che inizia a decorrere dal giorno successivo alla notificazione. La decisione impugnata, datata 31 agosto 2017, è stata intimata per raccomandata al ricorrente il 10 novembre e ritirata allo sportello il 15 novembre 2017. Pertanto il termine di ricorso, computato dal 16 novembre 2017 è venuto a scadere il 15 dicembre scorso. Il gravame, datato 9 gennaio 2018, è pertanto manifestamente tardivo e, di conseguenza, inammissibile.

Anche se il ricorso fosse stato presentato in tempo utile, hanno tuttavia evidenziato i giudici, sarebbe in ogni caso stato dichiarato inammissibile “dato che il ricorrente non dimostra in che la decisione querelata sarebbe contraria al diritto rispettivamente non si confronta nelle debite forme con i motivi che hanno indotto l'autorità precedente a rendere il giudizio impugnato”.

Il gravame è quindi stato dichiarato inammissibile e il ricorrente dovrà inoltre pagare la tassa di giustizia pari a 800 franchi.

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